milf_gstt2Etichetta: Grammofono alla Nitro
Tracce: 11 – Durata: 24:07
Genere: Rock, Nu-Metal
Sito: https://www.facebook.com/Milf-145587328801611/timeline
Voto: 7/10

Con i metodi e le strutture tipiche del Metal degli anni ’90, legato a doppio filo con capiscuola come Faith No More e Naked City, i Milf di Pescara mettono in scena un album molto interessante che prova a esulare dai riferimenti del panorama indie del nostro Paese e, proprio per questo, merita un occhio di riguardo. In particolare perché a gestire cotanto frastuono sono solamente in due, Alessandro Di Fabrizio (chitarra e voce) e Carlo Neri (batteria) sebbene appaia fondamentale l’apporto di Artista Sadico, definito nelle note come produttore, fonico, vocalist e manipolatore di suoni.
God Save The Teen con un titolo che richiama tanto i Sex Pistols quanto i Nirvana, ci prova e  imbastisce un punto di vista piuttosto credibile per quello che è un genere così ampiamente abusato.
Provare a far suonare “diverso” il Rock è un compito praticamente impossibile. Una struttura basica come quella offerta dalla musica popolare derivante dal blues, ha esaurito da molto tempo le opzioni diversive e quello che rimane ai nuovi adepti è la concessione all’eccesso, sebbene anche in questo senso siano già state raggiunte parecchie estremità.
Il gioco dei Milf, però, sembra dirigersi su territori più Arty, concedendo alla musica elementi di tipo sperimentale e riempiendolo di eccessi irriverenti al limite del goliardico. Una foga sonica su cui imbastire follie adolescenziali e perversioni adulte, entrambe al servizio dell’eccitazione e dell’improvvisazione sia pure ben ancorate ai margini delle partiture.
I pentagrammi sono intricati ma l’effetto di ritorno è crudo e sinottico. Non c’è spazio per ripensamenti e elucubrazioni cervellotiche. C’è sangue e sudore, componenti findamentali della performance, che amplificano i grugniti e gli strepiti di alcune tra le prove vocali più “international” che possa capitarvi di sentire in un album italiano.
Un disco affascinante che mette il coraggio di confrontarsi con un genere così poco glamour subito dietro alla necessità di farlo in maniera così platealmente artistica.