revenant2Etichetta: Milan
Tracce: 25 – Durata: 70:43
Genere: Elettronica, Soundtrack
Siti: http://www.sitesakamoto.com/
http://www.alvanoto.com/
http://www.brycedessner.com/
Voto: 8/10

The Revenant (Redivivo), l’ultimo film di Alejandro González Iñárritu passerà alla storia principalmente per aver consegnato il primo Oscar a Leonardo Di Caprio. Dal punto di vista strettamente musicale, ovverosia quello di cui questo blog si occupa, ci preme segnalare che forse anche il ritorno di Ryuichi Sakamoto alle colonne sonore meriterebbe il giusto riconoscimento. Non soltanto perché, dopo il lungo periodo di malattia, Sakamoto dimostra di essere in una splendida fase creativa ma soprattutto per le straordinarie qualità che questa musica possiede.
Naturalmente la complicità di un collaboratore come Alva Noto non deve essere sottovalutata: i due hanno già collaborato ad alcune opere nel decennio scorso ma è la prima occasione in cui viene loro fornita la possibilità di misurarsi con le immagini. Se, da un lato, Noto è stato spesso saccheggiato dal cinema e le sue musiche sono rintracciabili in una discreta quantità di film, Sakamoto ha una vera e propria esperienza sul campo avendo realizzato colonne sonore di prestigio su commissione di maestri come Bernardo Bertolucci, Nagisa Oshima e Pedro Almodovar. Il lavoro a quattro mani per la pellicola di Iñárritu, dunque, nasce già con i migliori auspici e diventa un’opera sinfonica di superbo valore.
Riconoscibili sono le aperture orchestrali del Sakamoto più “classico” (Quello di Furyo, per intenderci) così come altrettanto lo sono gli interventi elettronici di Alva Noto ma entrambi riescono nel difficile compito, per chi scrive musica extradiegetica per il cinema, di restare parte integrante della narrazione senza apparire invadente o fuori contesto.
A consolidare il valore di questa musica c’è la sua natura compositiva che consente di goderne anche a discapito delle immagini per cui è nata. Mettere a suonare il disco, tra le mura domestiche, concede un’esperienza audio brillante e coinvolgente. Se avete visto il film sarà facile farsi reintrodurre nelle sue atmosfere, se non l’avete visto, questa musica potrà restituirvi sensazioni del tutto inedite, generando visioni personali a seconda della individuale immaginazione.
Per completare l’opera compositiva, Sakamoto e Noto hanno coinvolto Bryce Dessner (The National) che, pur contribuendo in maniera marginale, conferisce una nota energetica all’opera che, per chi  ha visto il  film, corrisponde ai momenti più intensi nella lotta per la sopravvivenza di Hugh Glass.
Ad ogni modo si tratta di una delle colonne sonore più riuscite del cinema moderno, in particolare per la sua caratteristica sinfonica e poi per essere il commento perfetto di una pellicola che necessitava di un lavoro di estrema sintesi senza rinunciare alla imponenza evocativa che il lavoro di Iñárritu richiedeva. Un bilanciamento che solo musicisti come questi potevano ottenere.