nickelodeon_insonar2Etichetta: Snowdonia
Tracce: 8 – Durata: 45:59
Genere: Sperimentale
Sito: http://www.claudiomilano.it/ 
Voto: 8/10

L’opera di Claudio Milano da queste parti è già nota perché di lui abbiamo parlato spesso. In seno alla sua creatura, Nichelodeon, elabora sperimentazioni musicali di grande caratura, liberandosi nella purezza di un coraggio di straniante levatura. Le cose contenute in UKIYOE (Mondi Fluttuanti) sono nate dalla collaborazione con inSonar e possono essere descritte solo per sommi capi come operazioni di belcanto associato all’arte della sperimentazione. Un’opera che ispeziona territori lontanissimi dalla musica pop ma che riescono perfino nel compito di evocare i crooner da night-club quanto un immaginario da cinema espressionista. UKIYOE (Mondi Fluttuanti) musicalmente richiama l’ostile  studio della dodecafonia e l’inquietante fraseggio atonale sperimentato, tra gli altri, da Scott Walker. A volte senza lasciarci il modo di riconoscere la tipica progressione melodica della musica popolare, altre volte concedendo una solennità armonica ammaliante e potente. Il risultato è un qualcosa di stupendamente inedito che l’autore impianta con l’ausilio di strumentisti di prestigio che sono moltissimi e tra i quali è necessario citare Vittorio Nistri (Deadburger),  Dalila Kayros, Eugenio Sanna e Marco Tuppo. 
Talvolta si viene trasportati in un immaginario cinematografico che ricorda certe atmosfere felliniane senza che il fantasma di Nino Rota venga necessariamente evocato. C’è canto con impostazione lirica, altro più leggero, un’orchestrazione ineccepibile e un gusto inequivocabile per la musica contemporanea e per l’arte d’avanguardia in tutte le sue forme. 
Il lavoro musicale firmato Nichelodeon, infatti, comprende anche due DVD di cui uno è un videoclip (Tutti i liquidi di Davide) mentre il secondo è l’ambiziosa installazione video dell’artista Francesco Paolo Peladino intitolata Quickworks & Deadworks.
Quest’ultima è un’opera video vicina al teatro d’avanguardia che scatena sensazioni audiovisive di straniante effetto.
Anche stavolta Claudio Milano offre una via alternativa alla musica (all’arte?) indipendente, in una libertà espressiva concessa davvero a pochi nel mondo. Che un artista così sia un nostro connazionale, di sicuro è un prestigio di cui andare fieri.