Etichetta: Domino
Tracce: 11 – Durata: 37:38
Genere: Pop
Sito: http://www.thelastshadowpuppets.com/
Voto: 10/10

La pregiata Joint Venture tra The Rascals, Arctic Monkeys e Simian Mobile Disco, denominata The Last Shadow Puppets ha finalmente potuto rendere disponibile l’atteso seguito di The Age of the Understatement, l’album del 2008 che ne fece scoprire l’adorabile gusto per il pop d’annata mescolato alla splendida modernità concessa da tre giovani musicisti di impressionante talento.
Everything You’ve Come to Expect conferma le qualità di questo formidabile ensemble e dimostra che le intenzioni comuni, la passione e l’indole possono ancora essere foriere di brillanti opere pop.
Perché, sebbene l’ispirazione venga spesso offerta dalle canzonette del secolo scorso, Kane, Turner e Ford hanno un piglio giovane che non lascia mai trasparire un senso di arbitraria nostalgia. E il disco nuovo, in questo senso, fa un passo importantissimo per conferire ancor più personalità a una formazione così ben progettata. Anche se il gusto retrò è rimasto una chiave di scrittura inequivocabile, in questo nuovo album non c’è l’ossessione per gli anni ’60 e il numero di apertura, Aviation, una specie di omaggio a The Smiths, sembra messo lì come dichiarazione di intenti, più o meno allo stesso modo del primo singolo (Bad Habit) che poco aveva a che fare con i richiami a Burt Bacharach e a Mel Tormè e che spostava l’immaginario su un mondo da Spy Story sui generis.
tlsp_eycte2Dracula Teeth, gode di un sapore Lounge che riecheggia The Style Council ben prima che Nelson Riddle.
Naturalmente il marchio di fabbrica, apposto a fuoco su ogni brano di TLSP, rimane l’uso sfavillante della sezione d’archi, sempre elegantemente curata da Owen Pallet ed inserita nelle trame melodiche di ogni brano come se si trattasse del punto da cui partire. Il resto, le voci e le due chitarre dei principali, il basso (stavolta appannaggio di Zach Dawkes dei Mini Mansions) e l’opportunità di uscire dai canoni tipici del Rock per approdare a qualcosa di più superbamente trasversale, sono gli ingredienti fondamentali per una ricetta che, anche stavolta si dimostra ineccepibile.
Un sapiente lavoro di assemblaggio, fanno diventare il titolo di Everything You’ve Come to Expect una specie di mission statement sempre pronta a sorprendere. Perché in fondo è vero che in questo disco c’è più o meno tutto quello che ci si aspetta ma è presentato sempre in maniera sorprendente, come se fosse necessario un momento di riflessione prima di poter accedere ad ognuna delle canzoni. Sweet Dreams, TN si prende la briga di evocare il Roy Orbison più tenero, quello della rinascita di Mistery Girl; Miracle Aligner spazia tra l’easy listening meno pregiato degli ABBA ed approda a quello di classe di Ray Conniff creando una via alternativa che naturalmente inventa un’opzione completamente nuova.
A lasciare di stucco c’è l’impressionante esilità con cui TLSP riescono a offrire un album così finemente elaborato. Everything You’ve Come to Expect è  un disco che non si pone limiti e che, proprio per questo, non sbaglia un colpo. Rappresenta un modello semplice e libero per approcciarsi alla musica leggera, senza particolari imposizioni “aziendali” e con la consapevolezza che a metterci tanta passione si finisca inevitabilmente per contagiare un pubblico che, in questo senso, qui trova davvero tutto ciò che s’aspetta.

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