juju_cover2Etichetta: Sunrise Ocean Bender
Tracce: 7 – Durata: 41:32
Genere: Psichedelia, Post Rock
Sito: https://www.facebook.com/JuJuSpell/
Voto: 8/10

JuJu è l’ennesima incarnazione del musicista siciliano Gioele Valenti (aka Herself).
JuJu è la parola usata dagli europei per descrivere le religioni tradizionali dell’Africa occidentale.
JuJu è anche un termine che si riferisce ad amuleti e incantesimi tipici della stregoneria tradizionale di quella regione.
Dunque, musica e magia nera, binomio dalla lunga storia che viene riproposto in una versione psych-rock con atmosfere che pescano tanto dalla New Wave gotica di Siouxsie & The Banshees (i quali, guarda caso, hanno all’attivo un disco intitolato Ju Ju) quanto dall’elettronica raffinata dei Depeche Mode (la traccia d’apertura, Samael, ha qualcosa di Personal Jesus) ma senza dimenticare riverenti tributi a grandi maestri come Robert Fripp, come è facile evincere da un pezzo ossequiosamente League of Gentlemen intitolato Sunrise Ocean.
Valenti, però, non è uno che pilucca e reincolla in modo disordinato e indisciplinato, anzi. La sua preparazione è tutt’altro che derivativa e le sonorità messe in campo hanno qualcosa di stupendamente personale.
Nello specifico di questo album, possiamo aggiungere una sapiente cura nell’assemblaggio progettuale che, partendo dall’Africa, si sviluppa in tutte le tematiche che quel continente così esteso può suggerire, incluse le fughe da paesi problematici e le tragedie marine nelle quali molte di esse, purtroppo, si trasformano.
JuJu è un progetto molto ben architettato, che sa far tesoro delle tecnologie più fresche per mettere in atto un’opera visionaria ed eterea realizzata in totale solitudine da Gioele con la collaborazione nella fase finale di Chris Hardman dei Dead Sea Apes che ha curato la fase di mastering.
Il disco, in uscita ai primi di maggio per l’americana Sunrise Ocean Bender, sarà supportato da un tour nel quale Valenti sarà affiancato da una band con Rodan Di Maria, Marco Monterosso e Simone Sfameli.