roadtozion_monkey2Etichetta: Cockroach Int.
Tracce: 12 – Durata: 51:05
Genere: Reggae, Dub
Sito: https://www.facebook.com/roadtoziondub/
Voto: 6/10

Bresciani, con ambizioni europee e ispirazione giamaicana. Questa è, in breve, la descrizione dei Road to Zion, trio dedito a un genere come il Reggae che, grazie alla particolare caratteristica di coinvolgimento, gode di ricorrenti rinascite e rispolveri mediatici rimanendo, comunque, un vero e proprio classico.
The Monkey Temple è un lavoro di respiro particolarmente internazionale e non mancherà di alzare i toni dei party in cui si troverà a suonare (sia dal vivo che sul giradischi).
Gli ingredienti sono tutti al posto giusto sebbene, in certi momenti, questo finisca con l’essere il piccolo limite ad una operazione che, con qualche rischio in più, avrebbe potuto davvero fare la differenza. Si sa, il reggae è un genere piuttosto chiuso e i “temi” (sia delle liriche che degli spartiti) finiscono per essere sempre gli stessi. Uscirne lasciando intatto lo spirito che coinvolge sia chi lo produce sia chi ascolta il reggae è un azzardo affrontato con parsimonia arrivando, occasionalmente, al pericolo di macchiettismo.
Anche in questo caso non si è del tutto esenti ma The Monkey Temple  punta a distinguersi bilanciando la materia “classica” con un grande gusto per l’intrattenimento che funziona proprio per la capacità di abbinare la disciplina ritmica all’atmosfera festaiola.
Sulle strutture in levare, tipiche della musica pop giamaicana, si insinuano tutte le strategie da club-culture coi dread, con largo uso di delay e riverbero e linee di basso assassine che reggono il gioco a strutture melodiche condivise dalla voce e dal trombone.
In due brani, la collaborazione con Fitta Warri (Zion Train), accresce il prestigio di una band che sembra pronta per accendere il fuoco nei festival della prossima estate.