anohni_hopelessness2Etichetta: Secretly Canadian
Tracce: 11 – Durata: 41:40
Genere: Pop, Elettronica
Sito: http://anohni.com/
Voto: 10/10

Il primo album che Anohni (nata Antony Hegarty) realizza al di fuori della sua storica formazione, presenta una transizione, non s’è capito quanto definitiva, dalla musica pop da camera -sostanzialmente acustica- di Antony & The Johnsons verso un’elettronica raffinata ottenuta grazie alla collaborazione con due deus ex machina come  Daniel Lopatin (Oneohtrix Point Never) e Ross Birchard (Hudson Mohawke), entrambi accreditati come co-produttori.
Hopelessness è un album che mescola con elegante sapienza l’attitudine melodica dell’autrice all’urgenza sperimentale che ha trovato sbocco e linfa vitale nella composizione digitale alla quale s’è dedicata negli ultimi anni.
Anche a livello tematico, Anohni affronta un transito verso liriche di carattere maggiormente universale che, pur tenendo conto dell’impatto emotivo intimo, connotano l’album come un vero e proprio album di protesta.
La disperazione del titolo è quella scatenata dai cambiamenti climatici, dalla guerra, dal fallimento del Governo americano di Barak Obama (Obama) dalla pedofilia e, più in generale, dalla condizione di fragilità cui oggi è costretta l’umanità.
Le parole che Anohni canta confermano un esemplare metodo poetico, capace di mettere in moto i canali dell’emozione come pochi altri sanno fare. Sentirla rivolgersi ad una bomba quasi come fosse un’amante, chiederle di arrivare ad infrangere il proprio gracile coraggio e di farlo come fosse un appuntamento romantico è qualcosa che scatena sensazioni stranianti, che lasciano senza fiato (Drone Bomb Me). Lo stesso tipo di sensazione si prova nell’ascoltare lo straziante richiamo per un “papà” invocato per essere protetti dal dolore inferto dal terrorismo, dalle ingiustizie e dall’invasione intima cui la tecnologia ci sottopone quotidianamente (Watch Me).
Musicalmente l’impianto si aggira su formidabili strutture capaci di essere semplici, tipicamente Pop (con alcune derive gustosamente Dance) ma elaborate alla stregua di un’orchestra sinfonica, diventando viatico perfetto per il messaggio generale dell’album.
La ricerca sonora, di cui Birchard e Lopatin sono probabilmente i maggiori responsabili, è della più bell’acqua e bene ha fatto Anohni ad affidarsi a loro perché, nonostante quanto generalmente si creda, la musica elettronica necessita di conoscenze e di mestiere che non si possono improvvisare.
Anohni ha la capacità di scrivere canzoni dal carattere forte, come se uscissero dal rubinetto aperto del suo cuore e a noi non rimane che il privilegio di renderle nostre, quasi come si trattasse di cibo, così come fossero pagine di un libro pronto per diventare la nostra biografia oppure un bicchiere d’acqua fresca quando l’arsura, in cui la carestia emotiva ci ha condotti, ci ha asciugato la lingua.
Se pensate sia difficile riempire la distanza che separa la musica popolare dall’Arte, mettete a suonare Hopelessness e ricredetevi.