Artista: VV.AA.
Etichetta: Motown
Anno: 1988

Strano (ma forse no) che nemmeno durante i recenti festeggiamenti per i cinquant’anni della Motown Records, la Universal si sia decisa a ristampare questo album che fece una breve apparizione nel 1988 per poi scomparire definitivamente dai cataloghi.
Nero Italiano arrivò sul finire degli anni ’80 come un’opera di restauro in favore di alcuni brani incisi vent’anni prima da artisti Motown in lingua italiana. Il disco puntava a ridare luce a un’operazione davvero peculiare della nostra industria discografica che, nel pieno del Boom Economico, visse un momento fantastico particolarmente per il mercato dei 45giri. Proprio a causa di questa florida situazione, molti artisti stranieri cercarono di imporsi nel nostro mercato usando la nostra lingua e il anche il roster della Motown (ovvero l’eccellenza del Rhythm & Blues dell’epoca) cercò di stare al passo proponendo versioni  italiane di brani oggi considerati dei classici.
Il materiale in questione è di grande spessore: The Way You Do The Things You do dei Temptations diventa Sei Solo Tu, You Keep Me Hangin On delle Supremes cambia in Se Il Filo Spezzerai e A Place in The Sun di Stevie Wonder entra in Hit Parade come Il Sole è Di Tutti…
Canzonette di due minuti rimaste nella storia della musica che ancora oggi splendono per originalità e bellezza grazie anche alle molteplici cover che molti artisti attuali (non solo neri) incidono come tributo al genere che cambiò indiscutibilmente il mondo della canzone.
neroitalianome2Le versioni in italiano di questo album (uscite in origine su 45giri Tamla Motown, con tanto di numero di catalogo originale e distribuiti dalla nostrana Ri-Fi tra il 1967 e il 1970) rappresentano un raro esempio di musica straniera cantata in italiano nell’invidiabile ritratto di un momento storico davvero incontaminato.
La discografia italiana di allora era ancora troppo ingenua per accorgersi completamente del valore di questo esperimento e l’operazione rimase piuttosto marginale lasciando, col senno di poi, un po’ di rammarico al pensiero delle potenzialità reali e dell’influenza che avrebbe potuto dare ad un mercato che, nel giro di pochi anni, sarebbe diventato sempre più esterocentrico.
Anche oggi, quando molti cantanti da Top10 millantano il proprio amore per il Rhythm & Blues, riascoltare il materiale di questo disco fa rimpiangere un periodo che evidentemente non potrà mai più tornare.
Se fanno sorridere alcuni testi scritti davvero in pochi minuti (Cassia, Dossena, Bonicatti e Bardotti si sono impegnati al minimo sindacale) e a volte totalmente irrispettosi delle parole originali, è altrettanto indiscutibile che sentire Smokey Robinson cantare nella nostra lingua è un’esperienza senza pari.
La pronuncia italiana migliore è sicuramente quella di Stevie Wonder il quale, per ovvie ragioni, era costretto ad imparare i testi a memoria, non potendo leggerli come facevano i suoi colleghi. E non è un caso che sia proprio lui ad avere il maggior numero di canzoni, inculsa Se Tu Ragazza Mia che cantò al Sanremo del 1969 in coppia con la sua autrice Gabriella Ferri.
Un incidente piuttosto bizzarro ha colpito la versione in CD della compilation in questione che, per qualche mistero, con gli anni ha smesso di suonare come se fosse smagnetizzata. Ovviamente il CD non è un supporto magnetico e le cause del disastro vanno ricercate nella famosa questione legata alla Optimes, azienda produttrice di Compact Disc che tra la fine degli anni 80 e i primi anni 90 creò non pochi problemi alle case discografiche che ad essa si appoggiavano (Fonit, CGD, BMG-Ariola, Ricordi: vale a dire l’intera discografia italiana di allora) a causa dei pigmenti dell’inchiostro utilizzato per stampare l’etichetta e il booklet…
Se possedete dischi italiani di quell’epoca (incluso Nero Italiano), provate a verificare che suonino ancora. In questo caso fatene subito una copia. Potrebbe essere questioni di giorni.

Non temano (ovviamente) quelli che, come il sottoscritto, di Nero Italiano posseggono l’edizione in vinile. Quella suona ancora.
Nell’attesa che la Universal, proprietaria di quel materiale, decida di ristamparlo in versione rimasterizzata (in effetti l’edizione del 1988 era stata molto penalizzata da un mastering poco convincente utilizzando i missaggi MONO dei brani), vi vengo incontro e vi regalo la mia versione mp3/vinylrip.
Per certe sbadataggini, le case discografiche è giusto che paghino.

NERO ITALIANO – VinylRip

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