parquet_courts_human_performance2Etichetta: Rough Trade
Tracce: 14 – Durata: 46:12
Genere: Pop Rock
Sito: https://parquetcourts.wordpress.com/ 
Voto: 9/10

Newyorkesi fino al midollo, Parquet Courts licenziano un nuovo album, che è il quinto in cinque anni (nonostante uno sia stato pubblicato sotto le mentite spoglie di Parkay Quarts), e cominciano a fare davvero sul serio.
Human Performance è un album davvero strabiliante nella sua capacità di trovare una via moderna e freschissima al verbo del Rock sia pure densa di rimandi al passato e di riferimenti riconoscibili. Le trovate sperimentali si inseriscono in soluzioni orecchiabili in una maniera che lascia interdetti. Sono quattordici brani costruiti con una inequivocabile capacità di assemblare i suoni. Sì, perché la band si esprime con una strumentazione che è quella classica del Rock’n’Roll, con chitarre basso e batteria, utilizzata come se si avessero a disposizione decine di musicisti e strumenti diversi.

Le ispirazioni sono presto dette: The Velvet Underground, Modern Lovers, Devo, Television, Talking Heads e Violent Femmes ma tutte sono gestite in modo da apparire come fossero ospiti evocati nella fase creativa. La cifra dei Parquets Courts è talmente autografa da non lasciare adito a dubbi.
Anche quando sentite dei richiami evidenti, come per esempio l’ovvio rimando a David Byrne nella voce di One Man no City, l’unica cosa che sembrerà evidente è che i Talking Heads o Byrne stesso non avrebbero mai scritto una canzone così. Qui c’è la stoffa di chi conosce gli elementi “giusti” per confezionare canzonette di alta qualità aggiungendo al copione effetti déjàvu come si trattasse degli ingredienti speziati necessari a valorizzare dei componimenti già di per sé piuttosto buoni.

Human Performance è un disco che, per queste sue caratteristiche, riesce nel nobile compito di intrigare gli appassionati della musica del passato e di radunare sotto il palco un numero esagerato di ragazzini.
Le canzoni suonano tutte come delle bombe al fulmicotone, leggere ma consistenti, d’avanguardia ma orecchiabili e, cosa che non guasta, in grado di affrontare un caleidoscopio di tipologie tale da non annoiare e chiedere a gran voce di pigiare il tasto Replay.
Se stavate cercando IL disco da far suonare a tutto volume quest’estate… è uscito!