white_lung_paradise2Etichetta: Domino
Tracce: 10 – Durata: 28:23
Genere: Punk Rock
Sito: http://whitelung.ca/
Voto: 8/10

Col precedente Deep Fantasy (2014) i White Lung hanno assaporato il gusto del successo. Certo, stiamo parlando di un clamore tendenzialmente indie ma -grazie alla Domino Records- la band di Vancouver è arrivata a un pubblico decisamente vasto. Probabilmente è questa la ragione che li ha spinti a lavorare su Paradise cercando soluzioni melodiche che richiamino quelle tipiche della musica Pop.
Registrato lo scorso ottobre a Los Angeles, assistiti alla regia dal produttore Lars Stalfors (HEALTH, Cold War Kids, Alice Glass…), il disco è un delizioso mix di melodia e vigore, capace di tenere alto il livello dei decibel, col distorsore sempre a manetta, ma con sequenze melodiche che si prestano a essere cantate sotto la doccia.
Dieci canzoni belle dritte che non si appellano a classici di genere e che suonano con l’unico scopo di mettere l’adrenalina nelle gambe e nel cuore, spingendo su temi sociali (ancora più) espliciti e impiantandoli su pezzi dal sapore dell’inno (generazionale e/o sociale) come da tradizione del miglior Punk Rock.
Per assurdo che possa sembrare, il lavoro principale su Paradise è stato fatto per ammorbidire e rendere popolare un genere storicamente diretto alla nicchia. Una produzione cristallina, curatissima e dinamica che conferisce a questo Hard Core Punk un aspetto molto fresco che si avvicina (con le dovute differenze) a quello inaugurato negli anni ’90 da un colosso come Bad Religion, lasciando che sequenze di accordi aperti cullino in maniera brillante temi complicati come violenza sulle donne, pedofilia e altre varie mostruosità.
Scioccando quando è necessario ma esprimendosi col vigore che rende credibile e possibile qualsiasi battaglia per un mondo migliore.
Da dire che buona parte del merito è di Mish Way, la cantante della band che è autrice di tutti i testi, capaci di mettere in scena universi veraci e cruenti sui quali basare il futuro nostro e dei nostri figli.
Paradise, forse è il luogo della mente, il miraggio di qualcosa di migliore che avremo solo se non ci lasceremo sopraffare dalla paura e dal dolore.
Un disco Punk del 2016.