slowmother_cb2Etichetta: Autoproduzione
Tracce: 11 – Durata: 42:01
Genere: Pop Rock
Sito: https://www.facebook.com/slowmother/
Voto: 7/10

A pochi mesi di distanza dall’eponimo quadrifoglio dell’autunno scorso, Slowmother  pubblicano un album (nel quale sono inclusi tutti e quattro i brani dell’EP) che, aiutato dal minutaggio maggiore, riesce a mettere meglio in luce l’attitudine di una band proiettata verso un sound molto dinamico, espresso da chiavi tipicamente Rock ma con l’orecchio sempre teso al mondo del Pop mainstream di stampo internazionale. Chemical Blues è un album capace di far girare riff al fulmicotone e di stamparteli in testa dove rimangono incollati per tutto il giorno.
La forza principale di Slowmother è proprio quella di riuscire a confezionare brani che, senza rinunciare alla ruvidezza del Rock Blues, azzeccano sempre la sequenza di accordi. Sistemandosi a metà tra Sisters of Mercy e The Cult (o, se vi piace di più, tra The Doors e i Deep Purple), mettono in scena un genere che non ha nulla di nuovo né di innovativo ma che nemmeno si prefigge meriti di quel tipo. Lo scopo, puro e sanguigno della band è quello del sano intrattenimento, quello che ti fa venire voglia di alzare il volume per lasciarti andare in grottesche mimiche da Air Guitar oppure a cantare a squarciagola mentre sei in macchina nel traffico cittadino.
Ci vuol poco a capire, poi, che una band come questa dà il meglio sulle tavole di un palcoscenico. La musica di Chemical Blues è perfetta per cambiare e modificarsi a seconda dell’atmosfera e della serata. Queste canzoni, in buona sostanza, hanno bisogno di uno scambio diretto con il pubblico. Un Rock’n’Roll così verace sa adattarsi alla situazione per modificare suoi tratti distintivi e diventare l’abito perfetto per ogni circostanza. Giacchetta di pelle di serpente, Anfibi e occhiali neri o jeans a zampa d’elefante poco importa: mettete il volume a 11 e lasciatevi andare. It’s only Rock and Roll.