dvk3_vicious2Etichetta: DVK Records
Tracce: 14 – Durata: 77:10
Genere: Pop, Cover
Sito: https://www.facebook.com/Di-Vi-KAPPA-3-1596206710707850/
Voto: 8/10

Un progetto molto interessante quello denominato Di Vi Kappa 3 che coinvolge il bassista Danilo Gallo (Guano Padano, Gallo & The Rooster…) la cantante Kathya West e il chitarrista Valerio Scrignoli alle prese con un repertorio molto variegato rubato a The Doors (Moonlight Drive), Lou Reed (Vicious, che da il titolo all’intero album), Talking Heads (Psycho Killer), Queens of The Stone Age (In my Head), Gloria Jones (Tainted Love), Anthony & The Johnson (Hope There’s Someone), Ani Di Franco (Grey), Nirvana (Polly) e perfino all’ultimo David Bowie (Blackstar) con elaborazioni che vanno tutte in direzioni gustosamente sperimentali.
Non immaginatevi, in effetti, un “classico” album di cover poiché qui le canzoni altrui sono al servizio di un metodo di assottigliamento a dir poco perfetto. Le canzoni scelte hanno la capacità di prestarsi alla sottrazione in maniera stupendamente efficace, come se a togliere la batteria o i fiati o l’orchestra fosse proprio il tocco necessario per restituirle al mondo dei classici in una forma esile e, proprio per questo, immortale.
Kathya galleggia con disinvoltura tra le trame imbastite da Danilo e Valerio trasformando ogni passaggio in eleganti incontri mnemonici, evocativi di momenti musicali d’altri tempi, scaraventati senza ritegno nel futuro.
L’amore per certa avanguardia Pop Rock è intuibile dalla scelta della canzoni (di Bowie c’è anche Space Oddity e di Lou Reed c’è anche Perfect Day, oltre che Pale Blue Eyes dei Velvet Undergound) ma non c’è mai un momento in cui il trio cerchi di avvicinarsi alle muse ispiratrici pur tuttavia senza scombinare mai le carte e lasciando le strutture e le linee melodiche intatte, mettendoci solo un ingrediente formidabile come l’amore per la musica.
Registrato in diretta, senza alcuna sovraincisione (salvo una eccezione per Blackstar), Vicious è un disco in grado di portare un senso di conforto grazie alla riconoscibilità del repertorio unita alla garbatezza delle esecuzioni.