ra_these_people2Etichetta: Cooking Vinyl
Tracce: 10 – Durata: 51:05
Genere: Pop Rock
Sito: http://richardashcroft.com/
Voto: 5/10

Dobbiamo riconoscere che Richard Ashcroft non è (e non è stato) questo grande innovatore. Più che altro, assieme a Verve, è riuscito ad accodarsi in grande stile al carrozzone del Brit Pop anni ’90, azzeccando qualche singolo ma senza la pasta, la classe e il talento dei maestri del settore.
Non me ne vogliano i suoi estimatori ma obiettivamente Aschroft è un buon cantante che ha il merito di essersi scapicollato per ottenere dei risultati e, se vogliamo spezzare una lancia in suo favore, possiamo dire che l’ha fatto egregiamente, mantenendosi sempre sui registri della decenza, confezionando canzoni che si dimenticano in fretta ma che, mentre suonano, sanno regalare qualche momento di piacevolezza.
These People, che arriva a sei anni dal precedente lavoro solista e a otto dall’ultimo realizzato con la band, sostanzialmente non cambia le carte in tavola e ripropone una formula collaudata, che non rischia molto e che punta a portare l’autore a ricevere qualche ingaggio prestigioso in più nel quale la scaletta di quest’album non sarà che il pretesto per suonare qualche classico.
Dieci brani dal sapore furbescamente anni ’90 ai quali è stata applicata una laccatura di maturità che riesce a portare l’autore verso quella crescita artistica che lo rende credibile anche al di fuori dalle sfrenatezze tipiche della gioventù, iniziando il suo percorso di musicista assennato, capace di affrontare temi socio politici con la stessa libertà espressiva del passato ma convertiti alle esigenze di un uomo “adulto”.
Musicalmente vengono introdotte poche sostanziali novità ed anzi, al contrario, talvolta sembra di essere al cospetto di sequel di Lucky Man, Bittersweet Simphony e Sonnet. Il tutto, come dicevamo poco fa, senza che ci sia alcunché di sgradevole ma con la precisa sensazione di trovarsi al cospetto di una scritta sulla sabbia, che passa e va, senza lasciare segni.

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