ImpaginatoBossoSalisEtichetta: Parco Della Musica Records
Tracce: 13 – Durata: 70:56
Genere: Jazz
Sito: http://www.danilogallo.com/ 
Voto: 7/10

Danilo Gallo è uno di cui abbiamo avuto modo di parlare spesso. La ragione di ciò è da ricondurre alla sua poliedricità. È facile trovare Gallo in progetti sperimentali e in formazioni Rock, sia pure sui generis, perché è un musicista che non si pone limiti e che, di conseguenza, non ne ha.
Quella che ha messo insieme per questo album è una formazione piuttosto atipica con due  strumentisti come Francesco Bigoni e Francesco Bearzatti che oltre che a condividere il nome di battesimo, prestano servizio sugli stessi strumenti (Sax Tenore e Clarinetto) sorretti dalla sezione ritmica che, con Gallo, è composta dal batterista Jim Black. Con questa configurazione il combo, denominato Danilo Gallo Dark Dry Tears ha portato in giro per l’Italia un concerto di cui l’album Thinking Beats Where Mind Dies è una fedele testimonianza registrata nelle due date dell’Auditorium Parco della Musica di Roma, il 30 e 31 marzo dello scorso anno.
Le atmosfere, degne di un eclettismo senza configurazioni di sorta, si ambientano in quel limbo indefinito tra musica tonale e sperimentazione che, quando è gestito da professionisti di questo livello, ottiene moltissimo proprio dall’energia che si sviluppa nelle esibizioni dal vivo. Difficile immaginare che i tredici brani della tracklist abbiano “suonato” allo stesso modo nelle diverse serate del tour. È piuttosto evidente che la componente emotiva ha influito per buona parte di queste gemme musicali dove i due fiatisti spennellano con efficacia temi di grande effetto per poi allargare il campo visivo verso distrazioni oniriche e lisergiche.
Con un Jazz che si macchia occasionalmente di Pop Rock gettando le basi per esperienze sonore fluttuanti, Danilo Gallo Dark Dry Tears evocano mondi moderni che, passando per la New York dei Lounge Lizards arriva con inestimabile efficacia alla Gran Bretagna di John Surman ma senza scomodare nessun nome e, al contrario, adagiandosi su uno stile autoctono con pochi eguali nel nostro Paese.