gg223 anni fa, nelle prime ore di lunedì 28 giugno 1993, moriva GG Allin, uno dei personaggi più assurdi, folli ed estremi dell’intera storia del Rock.
Nato Jesus Christ grazie a un padre fanaticamente religioso, diventa GG a causa del fratello minore che, incapace di pronunciare il nome Jesus, lo chiama JeJe. Dopo il divorzio dei suoi genitori, il piccolo Jesus Christ viene affidato alla madre che, nel 1966 richiede (ed ottiene) di cambiargli il nome rendendolo legalmente Kevin Michael.
Sebbene la sua biografia parli di lui come di un musicista, la sua carriera somiglia più a quella di un performer eccentrico ed eccessivo, autore di esibizioni smodate e fuori dai limiti della “normalità” che avevano il Rock solo come pretesto e che, in quel senso, erano anche di dubbio valore. Perché non si trattava di puro intrattenimento: GG Allin non puntava al divertimento fracassone e scanzonato dei Ramones: le sue canzoni erano dense di messaggi forti e, sebbene inizialmente fossero recepite come provocatorie, via via si sono trasformate in inni smodati e deliranti. I testi delle sue canzoni erano sgradevoli e politicamente scorretti: razzisti, misogini e blasfemi nel migliore dei casi.
Sposatosi nel 1980 con Sandra Farrow, divorziò sei anni più tardi. Subito dopo ebbe una storia con una ragazza di nome Tracy Deneault dalla quale ebbe una figlia (Nico Ann). Minorenne all’epoca del fatto, Tracy rimase con GG per qualche anno ma i due non si sono mai sposati e, probabilmente, anche poco frequentati. La loro figlia, oggi, ha preso le distanze da entrambi i genitori. A partire più o meno da quel periodo, ad accompagnare le sue esibizioni sono cominciati ad apparire dei gesti iperbolici, carichi di significati provocatori che, in un certo senso, consegneranno Allin alla storia.
La parte del concerto più attesa dal pubblico diventò presto quella in cui GG, completamente nudo, si accasciava e defecava sul palco. A seconda dello stato di alterazione che la sua dipendenza da alcol e eroina gli concedeva, era normale attendersi che le sue feci venissero lanciate sul pubblico dopo che se le era cosparse sul corpo oppure che se le infilasse in bocca per sputarle sulle prime file. Atti di autolesionismo, con coltelli, cutter e lamette varie erano all’ordine del giorno, alimentati da annunci continui in cui  dichiarava di volersi suicidare in pubblico durante uno dei suoi show.
Nel 1989 rilasciò anche una dichiarazione ufficiale alla stampa in cui comunicò la data del suo suicidio sul palco che sarebbe dovuto avvenire durante il concerto in programma per il  31 ottobre. Un progetto che non riuscì a portare a termine perché quel giorno si trovava in prigione a scontare la pena per atti osceni in luogo pubblico.
Qualche mese più tardi venne di nuovo arrestato per aver aggredito una ragazza che era tra il pubblico di un suo concerto nel Michigan e, dopo valutazioni psichiatriche e comportamentali, venne condannato a due anni di reclusione, poi ridotti a 15 mesi. Restò in carcere dal Natale del 1989 fino al 26 marzo del 1991 e, durante quel periodo, progettò il suo ritorno sulle scene, un nuovo tour e un album.
Il disco che realizzò (assieme alla band ANTiSEEN) è Murder Junkies, considerato quello che meglio incarna la sua debordante personalità, denso di brani molto potenti, quasi tutti “recitati” nella formula di Spoken Word che sarebbe stata molto imitata negli anni seguenti e che costituisce l’ossatura anche di War in My Head – I’m Your Enemy un album inciso nello stesso periodo che contiene un solo brano lungo 45 minuti con la parte musicale fornita dalla band Shrinkwrap.
Nonostante (o forse a causa de) i suoi eccessi, la fama di Allin aumentava al punto da riuscire a ottenere anche qualche ingaggio in TV e poco tempo prima della sua morte stava pianificando un tour mondiale che l’avrebbe portato in Oriente e in Europa. 
Il suo ultimo concerto avvenne nel piccolo club di Manhattan chiamato The Gas Station (era effettivamente un vecchio distributore di benzina), il 27 giugno del 1993. Durante la seconda canzone Allin aveva già defecato sul palco e si era tagliato in vari punti del corpo e il proprietario del locale decise di interrompere la performance togliendo la corrente. GG si infuriò e uscì dal locale in mutande, ricoperto di feci e sangue, per proseguire la sua performance in strada, dove molti del pubblico si erano riversati per seguirlo.
Alla fine dello show, restò in giro, sporco, seminudo e in preda agli effetti dell’eroina, per almeno un’altra ora prima di rientrare nell’appartamento che condivideva con Johnny Puke dove ha assunto la dose di eroina che gli sarebbe stata fatale.
Nell’appartamento c’erano altre persone ma nessuna era in condizioni di lucidità tali da accorgersi dello stato di Allin. La sua crisi respiratoria e lo stato di incoscienza venne sottovalutato e scambiato per una colossale sbornia. Lo lasciarono lì fino alla mattina seguente quando qualcuno si accorse che Allin era rimasto immobile nella stessa posizione in cui l’avevano lasciato la sera precedente e, rendendosi conto della situazione, decisero di chiamare un’ambulanza che arrivò solamente per confermare la morte, sopraggiunta parecchie ore prima.
Il funerale di GG Allin fu la sua ultima allucinante performance: il suo corpo venne messo nella bara nelle condizioni in cui era stato trovato: gonfio, sporco, insanguinato e coperto solamente dalle mutande che indossava per lo spettacolo della sera prima (un jock strap nero) e dal suo inseparabile giubbino di pelle. In fianco a lui (così come recita il testo della sua canzone When I Die) solo una bottiglia di “Jim Beam”. All’impresario delle pompe funebri venne chiesto di non pulire o sistemare il cadavere; La bara rimase aperta durante tutto il pomeriggio per consentire agli amici di lasciare l’ultimo saluto a GG. Come dimostrano le riprese fatte per l’occasione e poi finite nel home video The Final Hellride, molti di loro si “divertono” a infilargli in bocca whisky o droghe e facendosi fotografare e filmare con il cadavere.
Prima di chiudere la bara, suo fratello gli ha infilato delle cuffiette in testa alle quali c’era collegato un walkman che suonava il suo album Suicide Session.
GG Allin aveva 36 anni.