tlsp_lives2Sia pure con una buona dose di compartecipazione, la parte del leone in questo tour di The Last Shadow Puppets la fa Miles Kane. L’istrionico compare (Alex Turner) si gode la sua vacanza dagli Arctic Monkeys e si concede il lusso di fare acrobazie poliedriche, sfighettonando in giro per il palco in canottiera, esibendosi in posture tra Elvis Presley e Marcel Marceau, attirando gli sguardi innamorati del nutritissimo pubblico femminile ma… senza che questo influisca in alcun modo sulla qualità delle sue parti che, quando le affronta, lasciano senza fiato per precisione vocale e dosaggio. Dall’altra parte Kane si inerpica su una gloria che gli viene finalmente riconosciuta, comparendo come  il nucleo attorno al quale gira tutta la giostra. Una giostra essenziale ma perfetta: senza fronzoli o eccessi inutili di produzione, lo show è di stampo classico con una scenografia minimale nella quale a primeggiare è giustamente il quartetto d’archi (tutto al femminile) che rappresenta il tratto distintivo principale degli arrangiamenti. Il pop sinfonico e un po’ retrò della doppietta discografica viene proposto con la giusta enfasi, senza calcare la mano e, anzi, tenendo i volumi un pelo sotto, probabilmente per prendere ancor meglio le distanze dal concetto di concerto Rock. Ciò nonostante, quando la band decide di far sentire la grinta, ci riesce con estrema agilità.
tlsp_live2Le due cover in scaletta sembrano messe lì per questo e se Totally Wired dei Fall trasforma per alcuni minuti il concerto in un happening New Wave, su Moonage Daydream (doveroso omaggio al maestro David Bowie con una canzone in perfetta linea con la produzione TLSP) Kane si libera in un solo da pelle d’oca, come se le sue mani, trattenute e rigorose per tutto il resto di un concerto impeccabile, fossero d’un tratto autorizzate a liberarsi e inchiodare i nostri occhi sulla dedizione e sull’efficacia di un chitarrista davvero eccellente, nonostante i tentativi di Turner di distrarci con le sue danze edonistiche da un lato all’altro del palco.

Con qualche inevitabile assenza in scaletta (Pattern la più sorprendente), forse penalizzati dalla location che impone la chiusura dell’impianto audio in un orario non troppo avanzato, lo spettacolo dei Puppets è stato all’altezza delle aspettative. Pubblico numeroso e band in grande forma. Un po’ più di volume sarebbe stato gradito.
In apertura, gli Yak di Wolverhampton hanno presentato alcuni pezzi dal loro esordio Alas Salvation: una potente miscela di New Wave e psichedelia tra Killing Joke, Suicide, Nirvana e King Crimson (dei quali hanno ripreso una essenziale 21st Century Schizoid Man), basata principalmente su riff cadenzati e ripetitivi e sull’ottimo uso dei crescendo e delle dinamiche.

The Last Shadow Puppets @ Ferrara sotto le stelle. SETLIST:

Sweet Dreams, TN
The Age Of The Understatement
Miracle Aligner
Aviation
Used to Be My Girl
Calm Like You
Separate And Ever Deadly
Totally Wired (cover di The Fall) 
Bad Habits
Only The Truth
Dracula Teeth
The Element of Surprise 
My Mistakes Were Made For You
Moonage Daydream (cover di David Bowie) 
Meeting Place

BIS:
Everything You’ve Come to Expect
Standing Next To Me 
In My Room

Advertisements