aphexcheetah2Etichetta: Warp
Tracce: 7 – Durata: 33:49
Genere: Elettronica
Sito: http://warp.net/records/aphex-twin
Voto: 5/10

Uomo fuori dal tempo (o oltre il tempo), Aphex Twin si concede il lusso di pubblicare dischi in musicassetta e in LP, di farlo senza scadenze precise e, soprattutto, generandoli grazie a un percorso vicino più allo studio che alla reale necessità di interessare il pubblico.
Ciò nonostante (o forse proprio per questo), sia pure a 25 anni dall’esordio, rimane una delle figure cardine della scena elettronica.
Il fatto che Cheetah disorienti è qualcosa che, di fatto, non deve essere sottovalutato. Richard D. James, in questo breve album (o abbondante EP) sembra voler fare qualcosa di semplice, vagamente di facile consumo, con atteggiamenti occasionalmente IDM, con riff e temi essenziali e robotici.
Ma. Se non sei i Kraftwerk ed, anzi, ti sei sempre posto come l’antitesi della glacialità di Düsseldorf, inaugurando un suono organico e scricchiolante da contrapporre a quello glaciale e candeggiato del Kling Klang, avrai sicuramente messo in conto che una produzione come quella di questo disco possa spiazzare. La “scusa” di utilizzare unicamente un vecchio strumento anni ’80 (il CHEETAH MS800 a cui deve il titolo) è piuttosto abusata e forse noi, a un innovatore come AFX, non ci sentiamo in colpa a chiedere un po’ di più.
Al primo ascolto si è colpiti dalla pulizia, le prime due tracce (CHEETAHT2 [Ld spectrum] e CHEETAHT7b), si muovono su una linea di basso e batteria piuttosto quadrata, di quelle che, sulla cassa in quattro (a 100 bpm) si aggiungono elementi per un effetto crescendo minimale e suggestivo. Due brevi interludi (CHEETA 1b ms800 e CHEETA2 ms800) dividono il lavoro dagli altri tre brani (CIRKLON3 [Колхозная Mix], CIRKLON1 e 2×202-ST5) che offrono un bpm più alto, a favore di qualche DJ, ma senza cambiare troppo la formula ed offendo una elettronica, in questo caso evocante l’avanguardia anni ’90/primi 2000, che non fa schifo ma scivola via come palline di mercurio si una superficie inclinata.
A giudicare dalla grafica di copertina (ispirata proprio alla confezione del CHEETAH MS800), l’intento di Aphex Twin potrebbe essere ironico e diretto a richiamare certe vecchie compilation dedicate al Moog che, in mezzo a titoli anonimi, racchiudevano piccole gemme in grado di fare la differenza.
Una bella idea, divertente e anche un po’ “punk” ma, sebbene non sia sgradevole… di questo disco, nella nostra memoria, resterà davvero poco.