calexico_bot2Affezionati al pubblico italiano, che sempre li ricambia con entusiasmo, i Calexico sono tornati a Bologna con una tappa estiva dell’ultima sezione del tour di Edge of The Sun.
La bellissima location (i giardini di via Filippo Re, nella zona universitaria della città), s’è riempita con estrema facilità, accogliendo un pubblico di devoti seguaci (con poca presenza di giovani) che, come lo stesso Joey Burns ha detto dal palco, sono ormai una specie di famiglia.
La scaletta ha ripercorso, per grandi linee, quella delle apparizioni dello scorso anno con aggiunte ad effetto tra cui la cover di Alone Again Or dei Love, assente da qualche tempo dalla setlist della band. Band in gran forma con il consueto scapicollarsi del duo Jacob Valenzuela / Martin Wenk tra trombe, percussioni, tastiere, vibrafono e chitarre sotto la guida del duo Burns/Convertino sempre attento a mantenere alta l’attenzione.
Condotto come fosse un concerto in un piccolo club, conversando e intrattenendo il pubblico, lo show è decollato molto velocemente, complici brani diventati ormai dei piccoli classici di genere: Frontera/Trigger, Splitter, Crystal Frontier fino alle inevitabili e coinvolgenti cumbie, Soledad (classico di Enrique Bonfante Castilla, con cori gentilmente offerti dal pubblico), Cumbia de Donde e il gran finale in baldoria con la contagiosa Guero Canelo.
Suono preciso, molto asciutto e “domestico” che conferisce alla dimensione Folk/Latin dei Calexico l’aspetto migliore per goderne.
Sfortunatamente le regole per la musica dal vivo negli spazi aperti non consentiva di alzare il volume di quel paio di tacche che avrebbero fatto la differenza.

calexico_bota2