metronomy_summer_082Etichetta: Because 
Tracce: 10 – Durata: 39:06
Genere: Pop Rock
Sito: http://www.metronomy.co.uk/
Voto: 8/10

Joseph Mount riporta in scena il suo progetto Metronomy e confeziona un disco estremamente curato, con il fuoco concentrato proprio sulla parola “estremamente”.
Summer 08 ha infatti l’unico (apparente) difetto di eccedere un po’ troppo nella cura dei dettagli con l’inserimento ad arte perfino delle “imperfezioni” (il salto nei primi secondi di Old Skool non dipende dal vostro disco danneggiato). L’impressione di primo acchito risulta effettivamente un po’ freddina. Poi succede che lo rimetti a suonare e ti accorgi che qualcosa sta arrivando, cominci pian piano a riconoscere l’anima dei Metronomy e capisci che non potrebbe essere che così: sintetica, furbescamente artefatta e precisina, perché la cifra di Mount è esattamente questa. E infatti ti ritrovi a canticchiare le canzoni a memoria e a battere il piede a tempo già alla seconda prova auditiva.
La cura, dunque, è una pecca che svanisce nell’esatto momento in cui ci accorgiamo che questo non è un disco Rock. La musica ricercata come questa Lounge disgraziata ha bisogno di rigore e di regole e più ne troviamo, meglio è.
Non è, per fare un esempio, lo stesso tipo di trattamento maniacale imposto da Peter Gabriel ai suoi dischi, qui è proprio un’altra cosa, tutt’altra storia. Ci sono esempi che vengono sezionati e riabilitati usando pennellini piccoli e qualche volta perfino il microscopio. In questo caso arrivano da certo pop da FM degli anni ’70 e ’80 che ingloba Electric Light Orchesta, Bee Gees e i Queen grotteschi del 1984 e ne estrae i succhi migliori per metterli al servizio di una manciata di canzoni di sapore caramelloso, dolce ma appiccicoso, che sfrutta l’elettronica come fosse l’unica possibilità per salvare il mondo da ogni male.

Moderno e evocativo, Summer 08 è un lavoro che, per questa sua natura, riesce a arrivare al cuore del pubblico adulto che rimpiange gli anni di The Human League ma colpisce anche quello dei più giovani che possono ascoltare metodi di utilizzo dei composer-software che si discostano da quello delle basi Hip Hop e che si rivelano come una miniera di sample modernissimi da mettere in loop.
Joe Mount ha una cultura musicale piuttosto ampia: lo si capisce dalla moltitudine di citazioni che si trovano nei suoi dischi. Ma anche stavolta, sebbene l’effetto debordante del precedente Love Letters sia un po’ attenuata, il risultato è qualcosa che riesce furbescamente a svicolare da qualsiasi rimando mnemonico, inventando di fatto un umore singolare e distintivo.