beatles_edaw2Eight Days a Week – The Touring Years è l’atteso annunciatissimo documentario su The Beatles che Ron Howard ha confezionato per celebrare l’epoca della beatlesmania concentrandosi sulle esibizioni dal vivo.
Tutti sanno che i Fab4, a un certo punto della carriera, hanno scelto di non esibirsi più in concerto per concentrarsi sull’attività in studio di registrazione. Le loro sperimentazioni in sala erano tali che risultava impossibile suonare certe canzoni in concerto con le tecnologie dell’epoca.
Oggi sembra incredibile che nemmeno una macchina commerciale come quella dei Beatles fosse in grado di consentire una tecnologia sufficiente a supportare gli ultimi ritrovati sonori ma, di fatto, fu proprio quello che spinse il quartetto a rinunciare ai concerti. Avere brani brillantissimi come Tomorrow Never Knows, Yellow Submarine e Norwegian Wood e non poterli suonare, deve essere stato piuttosto frustrante.
Naturalmente i sistemi audio avrebbero fatto passi da gigante proprio in quegli stessi anni, a vantaggio di tutte le band che, seguendo lo stesso percorso innovativo, avevano voglia di esibirsi in concerto ma, tant’è, la decisione era stata presa e, trattandosi di una istituzione come The Beatles, riuscirono a farla passare come una scelta artistica vera e propria.
Sebbene in finale di carriera avessero sentito l’esigenza di tornare indietro, per riappropriarsi proprio del piacere di “suonare” scevri da qualsiasi tecnicismo o trucco da sala di registrazione (Il progetto Get Back, poi diventato Let it Be è basato proprio su questo), prestarono fede a questa scelta fino allo scioglimento e, se si esclude la performance sul tetto della Apple, non si sarebbero mai più esibiti dal vivo dopo l’ultimo concerto a Candlestick Park, appena fuori San Francisco, il 29 agosto 1966.
Sulla carta, dunque, un film che raccolga le migliori esibizioni live dei Beatles nel momento più eccitante della loro crescita popolare potrebbe finalmente mettere in luce le qualità esecutiva della più seminale delle formazioni pop.
Per non farsi mancare l’occasione giusta al momento giusto, in contemporanea con l’uscita del film nelle sale, la EMI ha programmato la prima ufficiale ristampa dell’unico album dal vivo dei Fab4: The Beatles at the Hollywood Bowl.
Il disco era stato programmato dalla Capitol Records già nel 1965 ma i nastri registrati non vennero considerati sufficientemente all’altezza della situazione e l’idea venne accantonata. L’uscita ufficiale arrivò solo nel 1977, quando i Beatles non esistevano più già da qualche anno. Le registrazioni dell’epoca (sia dei concerti del 1964 che del 1965) finirono nelle mani di George Martin al quale la EMI chiese di provare a fare un miracolo. Martin ci riuscì ed estrasse 13 brani che montò in una delle scalette più eccitanti della storia, riuscendo a limitare più che poteva il frastuono proveniente dagli spalti. Nelle note di copertina dello storico album, Martin scriveva proprio che “Per chi non c’era è impossibile immaginare quel caos, quell’autentico panico che regnava durante quei concerti. I Beatles non avevano spie sul palco, quindi non potevano sentire ciò che suonavano, coperti dal suono prodotto da 17.000 polmoni sani e giovani che avrebbero sovrastato il rombo di un Jet“.

Il disco, però, causa anche l’eccessivo ritardo con cui uscì, non andò molto bene e dopo un paio di edizioni, venne ritirato dagli scaffali e mai più ristampato. Si tratta di uno dei rari dischi ufficiali dei Beatles a non aver avuto fino ad ora una ristampa in CD ed è forse per questo che, in occasione del film di Ron Howard, quei nastri sono stati nuovamente rimessi sul banco di missaggio dove Giles Martin ha ulteriormente perfezionato il buon lavoro di papà per consegnarci finalmente la prima ufficiale uscita in digitale, con l’aggiunta di ben quattro brani, rimasti fuori nel disco dl 1977.
Le edizioni digital e CD saranno disponibili in contemporanea all’uscita del film nelle sale, il 9 settembre prossimo. Il vinile con copertina apribile e disco a 180gr., invece arriverà un paio di mesi più tardi.