qasar2furse2Già nei primi anni ’60, l’ingegnere australiano Tony Furse aveva cercato di sviluppare uno strumento musicale elettronico in grado di sintetizzare forme d’onda complesse come quelle delle percussioni e degli archi.
Fu solo qualche anno più tardi, con l’avvento dei circuiti integrati di fine anni ’60, che riuscì a realizzare qualche prototipo a transistor, con micro schede flip-flop,  che gli consentirono di creare una tastiera in grado di controllare quel tipo di forma d’onda, pur tuttavia senza riuscire ad assegnare una timbrica complessa che si avvicinasse a quella degli strumenti veri.
Nel 1972 Furse avviò a Sidney l’attività della Creative Strategies quasi esclusivamente per lavorare al progetto dello strumento che aveva battezzato Qasar
Il primo ad essere prodotto fu una specie di Synth monofonico ibrido analogico/digitale che, nonostante fosse stato testato con due soli prototipi, finì per attirare l’attenzione di Don Banks (compositore e docente di composizione e musica elettronica presso la Canberra School of Music) che aveva lavorato presso lo studio SME a Londra. E Banks fu fondamentale perché convinse proprio la Scuola di Musica di Canberra a finanziare lo sviluppo del Qasar, mettendo a disposizione la sua conoscenza e la sua esperienza. Il risultato portò alla realizzazione del Qasar II, uno strumento digitale duo-fonico basato su due microprocessori Motorola 6800 combinati in una configurazione insolita in parallelo.
Il nuovo strumento offriva forme d’onda migliori del suo predecessore ma non riusciva a produrre accordi, limitando parecchio la gamma sonora. Il microprocessore su cui era basato era talmente costoso da impedire allo strumento di competere con il modulo MiniMoog che uscì in quello stesso periodo a un prezzo molto più accessibile.

Convinto della superiorità del suo progetto, Furse lavorò per ottenere, nel 1976, lo strumento che lo avrebbe portato nel firmamento dei grandi della musica elettronica. Il Qasar M8 sigla che sta a significare Multimode 8 era una sorta evoluzione del Qasar II che utilizzava ancora il Motorola 6800 ma, stavolta, al servizio di un sintetizzatore polifonico che consentisse di modificare in tempo reale tutti i parametri di un’onda sonora. Sfortunatamente, anche questo progetto era troppo avveniristico e andava al di là delle capacità e delle conoscenze del tempo sicché, a fronte dell’enorme costo di componenti che portarono lo strumento a un prezzo di vendita a dir poco scoraggiante, la produzione venne interrotta nel 1979.
La sua “anima” continuerà a vivere, diventando la base del progetto per il Fairlight CMI di Peter Vogel e Kim Riye che, sfruttando la tecnologia e i componenti utilizzati da Furse, divenne il primo campionatore digitale della storia.

(fonte: http://120years.net/)