elzasoares_mulher2Etichetta: Circus
Tracce: 9 – Durata: 40:45
Genere: Folk, MPB
Sito: http://www.amulherdofimdomundo.com/
Voto: 7/10

Se non fosse stato per l’apparizione alla cerimonia inaugurale delle recenti Olimpiadi di Rio de Janeiro, probabilmente il resto del monto avrebbe continuato a ignorare il fatto che, più o meno un anno fa, Elza Soares ha pubblicato uno dei più intriganti ed interessanti dischi della sua carriera.
Una carriera che, per chi non lo sapesse, è iniziata negli anni ’60 a fianco di colleghi come Gal Costa, Chico Buarque, Gilberto Gil e Caetano Veloso e portata avanti con pochi momenti bui fino ai giorni nostri.
La voglia di sperimentare, affidata a collaborazioni fresche, giovani e coraggiose, è il veicolo che Soares utilizza anche per questo A Mulher do Fim do Mundo, per il quale ha chiamato un gruppo di produttori e musicisti provenienti dalla scena sperimentale del Samba Sujo di São Paulo (tra cui i produttori Guilherme KastrupRômulo Fróes) capaci di intuire e sfruttare le straordinarie capacità interpretative di una vocalità che, con gli anni, ha acquisito un timbro affascinante e senza tempo. 
Elza Soares, non ha evidentemente più nessun bisogno di aggraziarsi qualche discografico e chiama attorno a sé gente interessante, piena di nuove idee. Si affida ai Passo Torto e ai Metá Metá (due band famosissime in Brasile) sfruttando l’attitudine tradizionale dei primi e quella più innovativa dei secondi. Si diverte a provare nuove strade, a concedersi anima e corpo (e voce) a chi sappia utilizzarne le  virtù in maniera fresca e intelligente. Un aspetto, questo, tutt’altro che scontato se consideriamo che arriva da un’interprete che potrebbe tranquillamente adagiarsi sugli allori.
Così il suo ultimo disco si manifesta con arrangiamenti che abbinano certe divagazioni “electro-etniche” stile Massive Attack, con le roventi atmosfere di Capo Verde e Cesária Évora, aggiungendo digressioni in certo Jazz sperimentale sporcato di Rock, il tutto assemblato con inevitabili collanti legati alla tradizione (Bossa, Rhumba, Choro, Sertanejo ecc…). Il risultato, come potete immaginare, è peculiare e intrigante e sarebbe stato un peccato se non fosse riuscito a godere dei riconoscimenti che, dopo Rio2016, sono arrivati un po’ da ogni parte del mondo e… perfino qui.