angel_olsen_my_woman2Etichetta: Jagjaguwar
Tracce: 10 – Durata: 47:19
Genere: Pop Rock
Sito: http://angelolsen.com/ 
Voto: 6/10

Con origini da folksinger, un paio di album e un minor hit adorato dalla critica nel 2010 (If It’s Alive, It Will), Angel Olsen ha virato verso un prodotto decisamente incline al Pop, affidandosi a una produzione che valorizzasse la sua voce, confezionando un disco con tutte le caratteristiche per scalare le classifiche.
Ma… My Woman nasce da un lavoro di cesello un tantinello troppo evidente. Come a dire che chi ha ascoltato molta musica pop (e rock) sarà in grado di riconoscere ogni meccanismo che ha portato al concepimento non solo di ogni brano ma anche di alcuni determinati passaggi armonici.
Naturalmente questo ha generato un album per niente sgradevole, anzi, ci sono alcune canzoncine talmente ben confezionate da attaccarsi al cervello e rimanerci fino a sera. Però, certo, non siamo al cospetto di una nuova PJ Harvey o dell’erede di Chrissie Hynde
Sebbene sembri evidente che i modelli di riferimento sono quelli (talvolta spruzzati di intuizioni già venute nel secolo scorso a Kate Bush e Patti Smith), ci troviamo più ragionevolmente dalle parti di una Lana Del Rey con l’attitudine di Anna Calvi, al servizio di dieci pezzi accuratamente scelti per scorrere come acqua fresca dallo stereo fino alle orecchie. Ciò non è un difetto grave ma colloca My Woman nella giusta casella, evitando di caricarlo di meriti creativi che di fatto non ha. 

Si tratta di un disco studiato per affascinare il pubblico del Rock che riesca a tenere un piede anche nella scarpa dell’Easy Listening più rassicurante, foriero di un airplay massiccio in grado di consentire a Olsen di lavorare almeno a un altro disco fra un paio di anni. Un fenomeno prettamente americano ma in grado di trovare chance anche nel Vecchio Continente dove Angel Olsen arriverà ad autunno inoltrato per qualche data del tour promozionale. Per ora l’Italia è esclusa. Da noi My Woman non è stato nemmeno stampato e le copie di importazione non hanno saputo intaccare nemmeno la parte bassa delle classifiche. Per cui, se siete appassionati di musica pop un po’ retrò, che non contempli le attitudini giovanili ma che ne usi le modalità liriche, dategli una chance. Viceversa lasciate perdere e rimettete a suonare Skepta