tzc_ltgm2Etichetta: La Tempesta
Tracce: 10 – Durata: 45:55
Genere: Pop Rock
Sito: https://www.facebook.com/thezencircus/ 
Voto: 7/10

Deliziosa virata verso un pop chitarristico efficace e pulito quella effettuata dai pisani The Zen Circus che sembrano smaniosi di trovare una strada per il mainstream senza deviare troppo da quella più Combat tracciata in una carriera lunga più di vent’anni.
La terza guerra mondiale li porta al traguardo considerevole del nono album ufficiale e il progetto sembra essere quello di rinvigorire quel Rock all’italiana che comprende i classici come Edoardo Bennato o Eugenio Finardi, senza vergognarsi di considerare anche qualche soluzione cara a Vasco Rossi (Non voglio ballare) o Ligabue (L’anima non conta). Ciò detto, è naturalmente obbligatorio dire che Appino, Karim e Ufo hanno una cifra piuttosto personale e nelle canzoni di questo disco è inevitabile sentirne i respiri ad ogni nota.
Liricamente, poi, rimane una peculiare incisività che, se da un lato, prova a ammorbidire le spigolosità, dall’altro appare proprio per questo ancora più efficace. 
Insomma, utilizzando il Rock come matrice principale per esprimersi, The Zen Circus confezionano il loro disco più accessibile, dove però non mancano momenti di autoriale rifiuto del politically-correct con un brano che non mancherà sicuramente di scatenare qualche polemica (Zingara) e un altro che non teme le critiche anti-campanile che sicuramente arriveranno dalle sue parole (Pisa merda).
Musicalmente l’album è ineccepibile e dannatamente orecchiabile, con richiami perfino a certa new wave d’antan (San Salverio, Ilenia) che l’aiuterà in questo momento di fruizione frugale e di streaming selvaggio.