the_last_project_pyrotechnic2Etichetta: Autoproduzione
Tracce: 10 – Durata: 30:05
Genere: New Wave
Sito: https://www.facebook.com/thelastproject/ 
Voto: 6/10

The Last Project è un quartetto di Pavia devoto, fin dalla grafica di copertina del nuovo Pyrotechnic, al Pop di estrazione New Wave degli anni ’80.
Una devozione che punta a ripercorrere, in maniera quasi pedissequa, i processi creativi di quegli anni come se il tempo non fosse mai passato e affidandosi in maniera palesemente intenzionale a un estro creativo di formazioni seminali come U2, Simple Minds, The Psychedelic FursEcho & The Bunnymen ecc…
Nel tentativo di ridisegnare questo genere con tinte attuali, sapendo bene che il tempo è passato e con esso anche il gusto di chi ascolta musica, TLP si affidano a esperimenti vicini a quelli operati in anni recenti da band come The KillersDeath Cab for Cutie, Interpol, Editors e… Troppi nomi, vero?
Ebbene, è proprio questo a rappresentare l’unico limite di Pyrotechnic perché, se da un lato è indiscutibile e inequivocabile la capacità di TLP di mettere insieme ritornelli e fraseggi eccellenti, dall’altro c’è l’impressione che siano generati da una venerazione incontrollabile. Il che, naturalmente, non è un difetto grave: fare scuola su esempi di siffatta maestria è sempre necessario per prendere confidenza con una propria linea artistica ma questa, alla fine, deve fare capolino un po’ più spesso che un paio di volte (per inciso, gli ultimi due pezzi del pacchetto: Miracle e W.W.). 

Se l’operazione fosse dichiaratamente di stampo nostalgico e facesse del revival la sua cifra principale, non avremmo nulla da eccepire e Pyrotechnic sarebbe un disco esemplare ma, da quanto si legge nella cartella stampa, i quattro pavesi vorrebbero tenere gli echi del passato solo come sfondo per illustrare il contesto metropolitano moderno. E per questo, forse, ci sarà da lavorare ancora un po’: bonificare l’orecchio, evitare trabocchetti tipo “facciamo una cosa stile x” e lasciarsi andare a un’emotività autoctona che queste “citazioni” rendono troppo velata. In fondo basterebbe questo: capacità di scrittura come quelle dei TLP sono della più bell’acqua, quelle tecniche non sono da meno. Se impareranno a non sottovalutarsi, non ce ne sarà più per nessuno.