solange_a_seatEtichetta: Saint
Tracce: 21 – Durata: 51:44
Genere: Pop, R&B
Sito: solangemusic.com 
Voto: 8/10

Il terzo album di Solange è finalmente quello che la consacra come artista matura e come autrice personalissima oltre a essere, finalmente, quello a partire dal quale sarà lecito smettere di definirla “la sorella di Beyoncé”.
Sebbene A Seat at The Table sia un album col quale anche Solange stessa comincia a far pace con questa definizione, come si fosse rassegnata al fatto che ci sarà sempre qualcuno che la assocerà alla sorella, arriva una sorprendente distensione che la porta a lavorare senza dover a tutti i costi prendere le distanze da qualcosa. Il lavoro coatto con realtà distanti dall’R&B, votato a scuole più strettamente “bianche”, rischiava di apparire un tantino forzato e così, con la spinta a lavorare in maniera più serena pur senza rinunciare a certe pulsioni “indie”, abbiamo ottenuto un album esonerato dal bisogno di fornire prove, che suona magnificamente “in parte” con uno stile che, per quanto strano possa sembrare, esce in maniera diretta e precisa.
Con una linea compositiva che si prende carico di esprimersi a livello lirico in maniera forte tanto quanto quella musicale, A Seat at The Table comunica con grande forza politica, con la Knowles che incarna il modello di donna in cerca del naturale riscatto sociale, sottolineando con indignazione quanto questo sia ancora oggi un traguardo difficile da raggiungere nonostante le battaglie civili e il progresso della Società. 
Musicalmente è un lavoro che riesce a combinare mille derivazioni verso qualcosa di stupendamente fresco dove certe sperimentazioni evidentemente provenienti dalle passate frequentazioni di Solange con band com Dirty Projectors e Grizzly Bear (Junie, Don’t Wish me Well, Scales) si abbinano perfettamente al respiro neo-soul dell’intero pacchetto.
L’album, godibilissimo nella sua interezza, ha una struttura concettuale molto interessante, che lo avvicina senza temere il confronto a lavori storici come Songs in The Key of Life o What’s Going On, costruita su brani di ampio respiro, accostati a interludi e intermezzi che li completano rendendo la fruizione scorrevole e appassionante.
Scritto interamente da Solange, con decine di contributi che arrivano da gente come Raphael Saadiq, Dave Longstreth, Troy Johnson e molti altri, A Seat at The Table è probabilmente uno dei dischi cardine dell’intera scena R&B attuale, quello che imposterà un piccolo (ma forse nemmeno troppo piccolo) punto di svolta nell’intero panorama della moderna black music.