rithmikon2Nel 1916 Henry Cowell ha scritto alcuni brani musicali  in forma di quartetto che abbinavano ritmi incrociati a sequenze tonali “impossibili da eseguire per un essere umano“, lo ha fatto “per divertimento, pensandoli come pura fantasia” ma qualche anno più tardi, quando alcuni strumenti elettronici erano cominciati ad apparire, provò a immaginare che potesse esserne sviluppato uno in grado di riprodurre le sue bizzarre partiture.
Nel 1930 si rivolse a Lev Termen, l’inventore del Theremin, e gli commissionò il progetto per una macchina in grado di trasformare dati in ritmi e armonie e viceversa. 

Il mio ruolo nell’invenzione fu unicamente un’idea per uno strumento adeguabile ai futuri sviluppi delle ritmiche in modo da superare i limiti imposti dalle prestazioni umane. (…) Ho anche suggerito di utilizzare il principio della rifrazione della luce, con l’utilizzo di cellule fotoelettriche, ché mi sembrava il modo migliore per rendere pratico il progetto. Con questa idea sono andato a Termen che ha fatto il resto. È stato lui a progettare i vari indici di rifrazione, inventando dei dischi forati che consentissero di trasformare la luce in impulsi ritmici, costruendo lo strumento“. 
rithmikon_cowell2La macchina, battezzata Rythmicon (ma anche Polyrhythmophone) è senza alcun dubbio l’antesignana delle Drum Machine.
Una tastiera policromatica a 17 tasti produce una singola nota ripetuta a cadenze regolari per tutto il tempo in cui il tasto viene tenuto premuto e genera un ritmo in base alle interruzioni della luce generati dai dischi forati. 
rithmikon_disca2Nonostante il risultato di Termen corrispondesse all’idea originale, Cowell smise presto di interessarsi alla musica elettronica per dedicarsi alla musica etnica e così lo strumento finì per restare poco più che un prototipo.
Prima di perdere l’interesse, però, riuscì a scrivere due brani appositamente per il “suo” strumento, forse rielaborando quelli famosi “impossibili da eseguire per un essere umano”. I titoli sono Rythmicana e Music for Violin and Rythmicon ma non sono mai state eseguite sullo strumento originale. Simulazioni al computer sono state fatte in varie occasioni e le prime sono addirittura del 1972.
Una dimostrazione dell’utilizzo del Rythmicon la trovate in qualche breve video, cliccando QUI oppure QUI.

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Fonte:  “Henry Cowell: A record of his activities” – June 1934 di Olive Thompson Cowell. Via 120 Years of Electronic Music