pixies_head_carrierEtichetta: PIAS / Pixiesmusic
Tracce: 12 – Durata: 33:34
Genere: Rock
Sito: http://www.pixiesmusic.com/ 
Voto: 5/10

Quando poco più di una decina di anni fa Frank Black ha rimesso in pista i Pixies, l’intenzione era quella di riportare la band in concerto, per qualche data di stampo nostalgico a 11 anni dallo scioglimento ufficiale. A convincerlo fu una calorosa insistenza del pubblico che oltre a non essersi mai rassegnato all’assenza, vanta tra le sua fila una sterminata pletora di rockstar che son diventate tali dopo aver visto un concerto dei Pixies.
La cosa andò talmente bene che, quasi senza nemmeno accorgersene, i Pixies si erano riformati ufficialmente e quelli che erano alcuni concerti commemorativi sono diventati una lunga tournée, che procede praticamente senza sosta dal 2004. L’idea di riaccendere l’attività discografica non era mai stata contemplata e, anzi, era ostacolata con caparbietà dalla bassista Kim Deal che pensava all’attività dei Pixies in sala di incisione come a qualcosa di concluso e definitivo. Il resto della band, che invece si mostrava possibilista, ha cercato di convincere la storica bassista per un po’ fino a quando quest’ultima ha deciso di non intralciare ulteriormente l’attività della band, scegliendo di andarsene.  Sostituita Deal con Paz Lenchantin, i Pixies erano così liberi di riprendere a incidere dischi e, nel 2014, arrivò Indie Cindy, nuovo album a 13 anni di distanza da Trompe le Monde
Riattivata ufficialmente la vita discografica, i Pixies hanno anche ripristinato una scadenza di pubblicazione che, a due anni dal disco del rientro, porta a Head Carrier, un album che si configura nelle fila del senza-infamia-e-senza-lode, consegnando dodici tracce in puro stile Pixies fatte talmente “bene” da rendere l’operazione appena sopra la soglia dell’inutilità.
Una band così seminale, non avrebbe bisogno di dimostrare nulla, non avrebbe nemmeno bisogno di distribuire zuccherini come questo, pensando di avere a che fare con un pubblico di sprovveduti. Noi, il loro pubblico siamo, al contrario, molto esigenti e, forse, a una mezz’ora di brani in stile-Pixies avremmo preferito qualcosa di più potente e innovativo.
Forse. O forse andava bene anche così, senza dischi nuovi che sembrano quelli vecchi. 

Naturalmente sappiamo anche che la creatività non è una cosa che si compra nel negozio sotto casa e che a band iconiche come questa si finisce col perdonare quasi tutto ma, lo stesso, ci si chiede se fosse necessario accendere la miccia di una bomba così fiacca. Certo, Head Carrier è un disco riesce a dare qualche piccolo brivido ma, in linea generale sono i brividi di un fan colto improvvisamente dal ruggito viscerale di Joey Santiago o dalle rullate inconfondibili di David Lovering. Tutte cose che potremmo trovare identiche rimettendo sul giradischi Doolittle o Surfer Rosa, dando definitivamente ragione a Kim Deal.