Artista: Soft Cell
Etichetta: Some Bizarre
Anno: 1981

Nello scenario della Londra di 35 anni fa, un duo di Leeds che si faceva chiamare Soft Cell, si era fatto notare con un singolo (Memorabilia) che, pur senza grandi riscontri di vendita, era diventato un piccolo hit nelle sale da ballo del Regno Unito. Marc Almond e Dave Ball, amici dai tempi delle scuole, avevano in realtà già (auto)prodotto un EP in 2000 copie che, a causa delle buone recensioni di alcune fanzine, permise loro di ricevere le attenzioni di Stevo Pearce nel momento in cui stava pensando di aprire una delle etichette discografiche più peculiari di quel periodo, la Some Bizarre. Stevo contattò i Soft Cell, gli chiese un pezzo da inserire nella compilation che inaugurava l’etichetta e, dopo l’esordio del singolo Memorabilia, li convinse a realizzare un album.
Ma, dal momento che la piccola etichetta di Pearce godeva della distribuzione Phonogram, su pressione di quest’ultima, prima del passaggio a 33 giri, c’era necessità di un singolo di successo e chiesero ai Soft Cell di incidere una cover di musica Soul, un genere da sempre adorato dai ragazzi inglesi. Almond e Ball scelsero The Night un vecchio successo di Frankie Valli che eseguivano spesso in concerto ma poi, quasi per caso, cambiarono idea in favore di un minor hit, inciso nel 1967 da Gloria Jones intitolato Tainted Love. Come nelle migliori favole, la scelta “casuale” fu quella vincente e il singolo divenne uno dei maggiori successi commerciali di sempre restando in classifica di Billboard per 43 settimane consecutive, finendo col rappresentare un record documentato nel Guinness dei Primati. Una certa ingenuità (della band quanto del discografico) non consenti al duo di pensare ad un brano inedito da includere nella facciata B, sicché venne scelta un’altra cover (Where Did Our Love Go delle Supremes) lasciando che di tutto quel successo non godessero economicamente né i Soft Cell, né la Some Bizarre.
Ma, visto lo strepitoso successo del 7″, un modo per correre ai ripari c’era: incidere un album pieno di canzoni autografe attorno alla cover di Gloria Jones che, naturalmente, venne inclusa. La Phonogram decise di investire sui Soft Cell e li mandò a New York per qualche mese per respirare l’aria dei grandi Club e, soprattutto, per prendere contatto con Mike Thorne, un produttore all’avanguardia che s’era distinto per il lavoro fatto con gli Wire e, soprattutto, per avere tra la strumentazione il NED Synclavier considerato, a quei tempi, il miglior sistema per la realizzazione di musica pop elettronica abbinando un potente sintetizzatore e un moderno campionatore digitale.
Uscito a novembre del 1981, mentre Tainted Love era ancora in classifica, Non-Stop Erotic Cabaret venne registrato, sotto l’egida di Thorne, ai Camden Studios (e in parte agli Advisium) di Londra per un successo pressoché immediato grazie soprattutto all’immaginario eccessivo espresso dai testi di Marc Almond, circondati dalle sonorità moderne dell’elettronica di Dave Ball. Uscì il 27 novembre del 1981.
Il primo singolo estratto dopo la sua uscita fu furbescamente Bedsitter un brano che illustrava, con disincantata malizia, l’attesa della notte e delle sue tentacolari seduzioni. Il singolo arrivò al quarto posto della classifica e trainò l’album fino alla posizione numero 5 della Album Chart. In pochi mesi, Non-Stop Erotic Cabaret ottenne un disco di platino in UK (oltre 300.000 copie vendute) e in Canada (oltre 100.000) finendo in posizioni di rilievo anche nelle classifiche di USA, Svezia e Nuova Zelanda.

Per cavalcare l’onda, la Phonogram chiese alla band un altro brano da pubblicare come singolo all’inizio del 1982. La scelta di Say Hallo Wave Goodbye si sarebbe rivelata vincente, rimandando i Soft Cell in classifica con quello che è ancora oggi il loro brano autografo di maggior successo e, naturalmente, dando una nuova spinta alle vendite dell’LP.
Non-Stop Erotic Cabaret fu un disco fondamentale per l’intera scena dance-pop degli anni ’80. Il suo sound sintetico fu un lampo a ciel sereno, qualcosa di magnificamente moderno aggraziato dalle sfrenatezze vocali di Almond che dimostrava di saper essere un performer formidabile, un personaggio fuori dagli schemi, pronto a esporsi in prima persona per esprimere disagi, dolori e gioie dei disagi giovanili. Dal canto suo, Dave Ball aveva scelto di incarnare l’aspetto più meramente musicale, rimanendo spesso in secondo piano, composto e posato, nascosto dalle tastiere e dalle sue diavolerie elettroniche. Con questo assetto, i Soft Cell misero nel primo album tutta la foga erotica della loro gioventù con ingredienti piccanti e pruriginosi al punto giusto da diventare il manifesto di un’era destinata a finire presto:  L’AIDS, nel 1981, era qualcosa di cui si parlava ancora poco e le rare avvisaglie pervenute da qualche “ben informato”, ne parlavano ancora come di un fenomeno circoscritto: non c’era ancora la paura di essere troppo espliciti e l’album si configurò come l’ultimo incontrovertibile baluardo di libertà sessuale e di genere.
Non-Stop Erotic Cabaret è un disco fondamentale per il ruolo che ha avuto nella diffusione della musica pop impegnata, riuscendo a mettere in luce la possibilità di ottenere arrangiamenti raffinati anche con macchine elettroniche, senza snaturare la forte personalità della canzone d’autore. Quella di Almond, che Dave Ball è riuscito ad incorniciare così brillantemente, è una poesia viscerale e scioccante, capace di spogliarsi da qualsiasi inutile prurito.  Lo “scandalo” è quasi sempre sottotraccia, intuito solo da chi non è in grado di affrontare una sincerità tanto umorale. A 35 anni di distanza il debutto dei Soft Cell mantiene tutto il suo splendore originale, forte della sua pioneristica avventura sonora, genitrice di una scuola che ancora oggi fatica a dimenticarsi delle sue lezioni. Marc Almond e Dave Ball seppero incarnare il nichilismo della gioventù nata negli anni della rinascita molto prima di The Smiths e delle violenze autolesioniste di Morrissey. Incisero un altro capolavoro, due anni più tardi (The Art of Falling Apart) e, nel 1985 pubblicarono l’ultimo The Last Night in Sodom, rilasciando congiuntamente la notizia dello scioglimento alla fine del tour promozionale.
Tornarono in scena nel 2002 con un disco nuovo (Cruelty Without Beauty) che servì unicamente da supporto a un tour di reunion passato poco meno che inosservato.

 

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