Etichetta: Reprise
Tracce: 10 – Durata: 54:14
Genere: Folk Rock
Sito: http://www.neilyoung.com 
Voto: 7/10

Grezzo, diretto e spigoloso, registrato in quattro giorni con Jim Keltner (Batteria) e Paul Bushnell (Basso) sotto l’egida di Rick Rubin, Peace Trail è il Neil Young più sanguigno, forse il più amato dai fan, senza fronzoli, abbandonato alla più pura americanità, sorretto da una creatività tuttora freschissima e sapientemente libero di evitare sovrastrutture e arricchimenti inutili (anche se Rubin qualcosa ha aggiunto),  conscio che la sua chitarra, l’armonica e la sua voce bastano e avanzano.
Un album che abbina un suono vintage a tematiche (per lo più politiche e sociali) di grande attualità. In questo senso, si tratta di un disco fortemente Folk dove l’etimologia della parola e il concetto che si associa alla musica così definita vanno di pari passo. Canzoni che parlano della gente alla gente, popolo, popoli, preoccupazioni per il futuro e immagini oniriche ma scolpite nella pietra.
neil_young_peace_trailMusicalmente, diciamocelo, Peace Trail e un disco che sarebbe potuto uscire identico 20 , 30 o 40 anni fa e che, proprio per questo si mantiene in equilibrio tra l’inequivocabile qualità dell’offerta e la totale assenza di innovazione e modernità. L’aspetto forte del disco è unicamente la sua cruda spontaneità, vale a dire il minimo sindacale richiesto alla musica Folk.
Poi, certo, Neil Young è storia, è un fuoriclasse e queste cose gli vengono davvero bene. Il disco suona in modo spettacolare ma sono poche le canzoni che rimangono in testa. Non è musica leggera, è un disco impegnato ed impegnativo: nonostante le strutture semplici, il concetto di orecchiabilità, di fruizione e di popolarità sono spesso messe in secondo piano dal concetto “dico cose importanti e lo faccio suonando”. In questo senso, se non ve ne frega nulla di quello che Neil Young ha da dire, forse si può anche dare un ascolto rapido e sommario e poi passare ad altro. 

 

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