Etichetta: VolumeUp
Tracce: 4 – Durata: 16:13
Genere: Elettronica Art-Rock
Sito: Facebook 
Voto: 6/10

DAAM non sono un gruppo musicale, o meglio: lo sono ma non solo. Diciamo che l’aspetto concettuale prevale su tutto. Prima viene l’idea, poi si pensa a cosa metterci dentro. Come già espresso in fase di recensione del precedente EP (Technicolor Kabuki), è difficile valutare una proposta musicale di stampo sperimentale quando ti viene concesso così poco tempo per analizzarla. Poi ho capito: DAAM non sono un gruppo rock, né una band dance, non fanno sperimentazione elettronica, non c’entrano (quasi) nulla con la musica. I loro prodotti però hanno anche una componente musicale, una… colonna sonora.
Basta guardare la confezione del nuovo RRR (Rome Riot Rome) per capirlo: Un pacchetto sotto vuoto sul quale campeggia una “R” arancione ottenuta con una vernice spray e uno stecil. Attraverso si vede un slim jewel-box avvolto in un foglio di alluminio e sigillato con del nastro da pacchi una volta infranto il quale si trova un CD-R artigianale, con l’etichetta applicata sul disco e il titolo dell’album e quello delle quattro tracce, applicato con una serie di etichette DYMO a rilievo.daam_rrr_square È evidente che, a questo punto metterlo a suonare ha importanza marginale. DAAM ci stanno dicendo che il progetto era tutto lì, ci sono citazioni “alte” ispirate a Raffello Sanzio e L’incendio di Borgo, c’è la fascinazione per la letteratura Sci-Fi di William Gibson, l’estremismo angosciante dei romanzi Di George Orwell e, sì, naturalmente anche della musica elettronica che però, messa in questo modo, rischia di apparire davvero secondaria. Ecco, questa è l’idea che mi sono fatto, e cioè che pur dimostrando di conoscere molto bene la materia musicale ed anche il modo di utilizzare le tecnologie, DAAM abbiano messo la componente musicale in un contesto molto più ampio che la lascia volutamente nelle retrovie in un connubio di ispirazioni che prende da Underworld, Nietzer-Ebb, Laibach e D.A.F. 

Annunci