Etichetta: Warner
Tracce: 12: Durata: 40:12
Genere: Pop
Sito: http://baustelle.it/ 
Voto: 6/10

Il tentativo di rendere “leggera” la musica pop prevede un metodo di scrittura di per sé ingombrante. Perché la musica pop, quel meraviglioso veicolo di intrattenimento, rifugge per sua natura il concetto di ricerca e di sperimentazione e quelle occasioni in cui la commistione avviene si percepisce come un evento, una svolta, un punto zero.
Non che sia una novità, nel senso che corrisponde al loro metodo artistico fin dagli esordi, ma 
Baustelle con L’amore e la violenza hanno “semplicemente” preso a mani basse dalla grande musica pop del passato (in particolare quella degli anni ’80) e hanno costruito attorno ad essa una serie di canzoni nuove, tutte mediamente piacevoli ma senza il sacro fuoco dell’innovazione. Francesco Bianconi ha scelto di realizzare più che altro una serie di parafrasi, prendendo a con voracità da autentici innovatori come Fossati, Battiato, BattistiDe Andrè… sgualcendo anche qualche riferimento straniero (Bryan Ferry, Abba, Kraftwerk…) e perfino da “quella” musica leggera tanto vituperata ma incanalata nella memoria storica di chiunque abbia superato i 40 (Dai Pooh agli Oliver Onions).
baustelle_bandaCon il mestiere e le capacità innegabili, Bianconi & Co. confezionano un lavoro che scorre appellandosi ai nostri ricordi, richiamando momenti e fraseggi che vengono riproposti in un continuo di citazioni e di evocazioni sonore.

Baustelle mettono in scena, non so quanto consapevolmente, il vuoto creativo che pervade la canzone italiana negli ultimi anni e lo fanno appellandosi ai ricordi e alla “nostalgia dei bei tempi andati”.
Forse perché mi sembra che il momento sia maturo per sfruttare il successo e la stima come viatico per imporre qualcosa di fresco e che cominci a prendere le distanze dal collage emozionale, mi sembra che L’amore e la violenza manchi di quella profondità che avrebbe potuto renderlo un disco bellissimo. Così rimane un mucchietto di note, messe in bella copia e confezionate egregiamente con testi ben computati ma che non cambierà il corso della musica leggera al pari delle muse prese ad esempio.

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