Sin dagli esordi della crisi del disco, conseguenza del dilagare di piattaforme on-line e di alternative di fruizione, si sente dire che il futuro della musica pop (e quindi i suoi maggiori introiti) sia ormai definitivamente legato agli eventi dal vivo. La cosa, arrivata alle orecchie dei diretti interessati (vale a dire musicisti ed impresari), s’è presto ripercossa sui prezzi dei biglietti dei concerti che, nel giro di pochi anni sono pressoché raddoppiati al fine di ricoprire i costi di produzione un tempo aiutati dalle vendite dei supporti fonografici (LP, cassette, CD…). A questo sgradevole ma inevitabile problema si è aggiunto quello del bagarinaggio elettronico che amplifica e velocizza le procedure legate alla pratica, tutt’altro che nuova, di acquistare in anticipo i biglietti per eventi, da rivendere a prezzo maggiorato all’esaurimento dei posti disponibili.
Se un tempo l’attività del bagarino era complicata e dispendiosa, oggi i negozi elettronici e le opportunità offerte dalla Rete consentono di acquistare tutto il pacchetto di biglietti disponibili in pochi minuti e, altrettanto velocemente, di rimetterli in vendita attraverso i cosiddetti secondary ticketing (nati originariamente per consentire lo scambio di tagliandi tra privati) dove i tagliandi risultano disponibili a prezzi talvolta spropositati. Il fenomeno sta dilagando e sta assumendo sempre più le caratteristiche di piaga anche in considerazione del fatto che si tratta di azioni di carattere enorme e, soprattutto, internazionali. Al già fastidioso concetto di truffa che si lega a queste attività c’è anche quello di presa in giro di cui sono vittima gli utenti. bagar1Un recente caso passato agli onori della cronaca ha smascherato Live Nation, uno dei più grossi organizzatori di eventi che ha tenuto per sé migliaia di biglietti di un grosso evento (senza nemmeno procedere al passaggio attraverso i canali di vendita regolare) per immetterli direttamente nel mercato secondario e tenendo per sé il 90% degli introiti del sovrapprezzo. Gli artisti, bisogna dirlo, sono spesso ignari di questo meccanismo e quando ne vengono a conoscenza tendono a prenderne le distanze se non addirittura ergersi a paladini di azioni di boicottaggio (tra i più battaglieri Metallica, Pearl Jam, Bruce Springsteen…); sta di fatto che il pubblico spesso riconosce i propri beniamini come i responsabili dei prezzi esagerati dei biglietti con conseguenti fenomeni di disaffezione.

Il fenomeno è talmente diffuso che colpisce canali sempre più ampi, a partire dalle manifestazioni musicali legate all’opera, alla musica classica fino al teatro e agli eventi sportivi (calcio in particolare).
In Italia, recentemente, anche la SIAE è intervenuta cercando di arginare il problema: lo scorso dicembre ha fatto ricorso al Tribunale per bloccare i biglietti del concerto dei Coldplay (del prossimo 3 Luglio a Milano) venduti nei canali di secondary ticketing. Non s’è risolto molto, per ora, ma il polverone è stato sollevato e ne hanno parlato tutti i media. Si tratta di un importante precedente giuridico col quale, d’ora in avanti, si dovrà fare i conti sperando che possa salvare il lato divertente delle nostre manifestazioni di intrattenimento preferite.

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