terrenikappaEtichetta: Zeder (Media partner: disMappa
Tracce: 6 – Durata: 45:54
Genere: Jazz
Sito: Facebook
Voto: 7/10

Difficilissimo per me risultare obiettivo nell’ascolto (e quindi nella recensione) di questo disco perché tra i musicisti coinvolti ci sono due amici coi quali per altro condivido l’attività musicale. Luca Pighi (batteria) e Roberto Zantedeschi (tromba, flicorno) legati dalla colla del contrabbasso di Luca Crispino, sotto le spoglie di Terreni Kappa hanno dato vita a un trio jazz molto interessante che, pur svicolando da certe convenzioni, riesce a evocare i migliori canoni del genere coinvolgendo passioni tanto per Kenny Wheeler quanto per Charlie Shavers passando per l’inevitabile Don Cherry.
Ripples in The Lagoon è comunque un disco che riesce a svilupparsi in maniera piuttosto originale, estraniandosi dai dettami imposti dalla tradizione e dai linguaggi tipici del jazz inoltrandosi con facilità nel campo dell’easy listening e del pop-rock pur tuttavia riuscendo a trovare sbocchi eleganti e sempre squisitamente in parte.
La tromba o il flicorno di Zantedeschi si dimostrano flessibilissimi e in grado di sorreggere da soli l’incarico solista con solo un piccolissimo e garbato aiuto da parte dell’elettronica, la ritmica si muove elegante e riesce a intuire i quali siano i momenti opportuni per uscire allo scoperto e quelli in cui è appropriato restare nelle retrovie.
In definitiva Ripples in The Lagoon fissa su disco un frammento fugace del processo creativo del trio e lo fa in modo che l’album riesca a vivere di luce propria ponendosi presumibilmente in alternativa all’aspetto live che, a questo punto, rimane un appuntamento imprescindibile.

 

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