lekmanEtichetta: Secretly Canadian
Tracce: 10 – Durata: 41:07
Genere: Indie Pop
Sito: http://lwsyn.com/ 
Voto: 7/10

In buona sostanza, se campioni Myself When I’m Real di Charlie Mingus per farne una ballata pop (Postcard #17), per me hai già vinto e mi importa poco se il tuo nuovo disco non è proprio un campionario di rinnovamento.
Se tu fossi Jens Lekman ti apprezzerei perché saresti uno svedese in grado di mostrare la strada a tutta una generazione di nuovi cantautori provenienti da dove il verbo nacque (America) ma anche da dove riesce a diffondersi con modalità deliziosamente pop (UK).
E ti apprezzerei anche perché con Life Will See You Now avresti fatto un album delizioso, con dieci piccoli gioiellini pop, un po’ beatlesiani un po’ no, pieni di ammiccamenti a sonorità amate tanto da noi che stiamo attorno ai cinquanta quanto da voi che state sui trenta.
Life Will See You Now non è un album pretenzioso e questo è uno dei suoi maggiori pregi. Il panorama dell’indie-pop è per definizione desolante e solitamente in un plateau di brani orecchiabili e divertenti spicca un enorme naso levato nonché l’esigenza di non sporcarsi troppo le mani. In un ambiente così è facile uscirne con le ossa rotte perché mantenere il piede in due scarpe è privilegio di pochi eletti. Quelli che la spuntano sono le punte di diamante che riescono a fare la differenza generando quel tipo di eccezione per la quale si inizia a scrivere il nuovo capitolo del libro.
E Lekman (che ve lo dico a fare?) rappresenta splendidamente questa eccezione: è bravo ed è furbo, riesce a mantenersi per scelta ai margini della categoria superiore, affidando i suoi prodotti a una piccola indipendente sapendo di poter contare su un nugolo di affezionati tale da consentirgli di essere a suo modo una specie di superstar. È in questo modo che riesce a permettersi più o meno di tutto, cedendo al fascino della disco music (How We Met, The Long Version), dimostrando la sua versione dei fatti in campo di contaminazione afro-Paul Simon-Vampire Weekend (Our First Fight ma anche Wedding in Finistére) e perfino offrendo un omaggio diretto agli Everything But The Girl in un brano autografo che è talmente ispirato dal  duo britannico da rendere perfetta la convocazione di Tracey Thorn per un duetto inevitabile (Hotwire The Ferris Wheel).
No, non sarà questo il disco che cambierà il mondo, ma se avete bisogno di un momento di conforto, è probabile che Life Will See You Now finirà per diventare il metodo più rapido e sicuro per ottenerlo.

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