Etichetta: Asa Wa Kuru / Ponderosa
Tracce: 4 – Durata: 17:12
Genere: Dream Pop
Sito: www.blonde-redhead.com/ 
Voto: 8/10

«Le tre del pomeriggio è il momento più caotico del giorno, pieno di appuntamenti, mentre in Giappone è un orario sacro, è l’ora del tè. Leggendo il titolo si potrebbe pensare anche alle tre del mattino, ma ho scritto la canzone partendo da questa suggestione, pensando a quanto quell’ora sia per me significativa nella mia quotidianità, come fosse un punto di svolta. E così è per l’Ep, la metafora perfetta per l’inizio di un nuovo capitolo per i Blonde Redhead».
Sono queste le parole con cui Kazu Makino ha presentato il nuovo EP, 3 o’clock, un quadrifoglio pieno di buoni propositi che avvia i Blonde Redhead verso il 25° anniversario di una carriera che, iniziata nel 1992 nei meandri del noise rock, nel corso degli anni si è evoluta verso un dream pop peculiare e inconfondibile.
Le prime due canzoni del pacchetto, la title track e Golden Light, sono già note al pubblico degli affezionati perché sono apparse spesso nelle scalette del recente tour. L’ingaggio di una sezione d’archi e fiati, volto a celebrare il capolavoro Misery is a Butterfly in versione orchestrale, ha riacceso nei gemelli Pace e in Kazu Makino il desiderio di misurarsi con gli arrangiamenti sontuosi e la ricchezza sonora inaugurati proprio con l’album del 2004, del quale questo breve EP sembra essere un diretto discendente. Sembra, perché in realtà Blonde Redhead non hanno mai dormito sugli allori, hanno sempre cercato qualcosa da aggiungere alla loro musica anche quando la cosa migliore da aggiungere era l’assenza (Penny Sparkle).
Splendidamente pop ma altrettanto sapientemente indie, 3 o’clock (pubblicato dalla personale Asa Wa Karu in collaborazione con la piccola indipendente italiana Ponderosa) è una breve ma graditissima sorpresa di primavera: se appena lo si mette a suonare lascia intravedere un piccolo miracolo di grandeur orchestrale vicino alla scioltezza pop del periodo della svolta, arriva a sorprendere con i due brani della facciata B dove Makino concede maggior spazio espressivo a Amedeo Pace e al suo brillante lavoro sull’elettronica volto a completare la gamma sonora di un gruppo in stato di grazia.
Anche in questa fugace occasione il trio americano dimostra di non saper smettere di misurarsi con la sperimentazione, una materia musicale a cui i Blonde Redhead sembra non sappiano rinunciare.

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