anohni_paradise_anohniEtichetta: Secretly Canadian
Tracce: 6 – Durata: 22:51
Genere: Elettronica, Indie-Pop
Sito: anohni.com 
Voto: 8/10

Pubblicato come una sorta di compendio a Hopelessness, il nuovo EP di Anohni, Paradise, ripercorre la linea creativa dell’album dello scorso anno e si presenta come un aggiornamento fondamentale ad esso, dati i temi sociali e di attualità affrontati dall’autrice (sempre coadiuvata per la parte produttiva dai fidati Daniel Lopatin (aka Oneohtrix Point Never) e Ross Birchard (aka Hudson Mohawke).
Le sei canzoni del disco sviscerano malumori e tensioni dell’era moderna, lasciando intravedere orme e ombre inquietanti lasciate dal nuovo Presidente USA (
Jesus Will Kill You), preoccupazioni per la salute del Pianeta e la salvaguardia del rispetto di chi lo abita ben espresse nella title track e ancor meglio nella conclusiva She Doesn’t Mourn Her Loss dove Anohni chiede, in una domanda retorica, “Chi si ricorderà della Terra se non i suoi figli, cioè noi?”. In conclusione, a rendere ancora più efficace il messaggio, appare uno speech dell’artista aborigena Ngalangka Nola Taylor (che si vede in copertina nel primo riquadro a sinistra della fila centrale) che, più o meno dice “Ci chiediamo cosa accade alla Terra mentre tutto cambia e tutto è in mutamento. Come riusciremo a fermare questo scempio e iniziare a lavorare per migliorare il luogo dove tutti noi viviamo?…“.  Scossa da queste domande, Anohni ha voluto creare un contatto anche con il pubblico inviando la settima canzone del pacchetto (I Never Stopped Loving You, non disponibile in altro modo), a chiunque le scrivesse via mail una riflessione personale su se stessi, sul mondo e sul futuro (“condividete una o due frasi su ciò che maggiormente vi interessa e le vostre speranze per il futuro. È un gesto di vulnerabilità anonimo (…) vorrei sentire la vostra mente, sentire quel fiume di pensieri…”) mantenendo per altro la promessa nel corso del weekend scorso, contemporaneamente all’uscita ufficiale di Paradise.
Musicalmente è un lavoro che si avvale di una minuziosa sperimentazione elettronica dove Lopatin e Birchard affiancano l’autrice in un prelibato percorso di ricerca in grado di esplorare territori inediti e affascinanti per la canzone d’autore e che pone Anohni come un’artista intenzionata a proseguire quello che forse è il tragitto artistico musicale più interessante degli ultimi anni.

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