dm_spirit_vinylEtichetta: Columbia/Sony
Tracce: 12 – Durata: 49:52
Genere: Pop
Sito: www.depechemode.com 
Voto: 7/10

Depeche Mode stanno attraversando quella fase di carriera, comune a molte storiche formazioni (Da The Rolling StonesU2 passando per Pink Floyd), in cui innovazione e sperimentazione lasciano il posto placidamente al mestiere. Contare su un numero di adepti sufficiente a mantenere il ticketing su livelli da grande evento è la cosa principale poiché mettere assieme una decina di canzoni di buona qualità per fare un disco che giustifichi un tour è, per certi artisti, un gioco da ragazzi.
E le canzoni di buona qualità che compongono Spirit sono ben dodici, tutte in perfetta linea con la produzione della band, tutte mediamente inferiori ai grandi successi del passato ma tutte perfettamente incasellabili nell’inconfondibile sound di repertorio. Talmente inconfondibile e connotato che nemmeno l’ingaggio di un produttore peculiare come James Ford (Simian Mobile Disco, Arctic Monkeys, The Last Shadow Puppets…) riesce a lasciare un segno che emerga sul tratto distintivo di Gore & Co.
dm_spirit_cdDunque, Spirit è un disco medio che non pensa di doversi elevare dalla media nella stessa misura in cui i Depeche Mode non hanno più bisogno di farlo. I temi delle canzoni, puntando ad una maturazione (non solo)artistica nella quale è difficile collocare angosce adolescenziali e preoccupazioni sentimentali, sviluppano temi di carattere sociale o politico, disseminando ansie e timori di chi vede il mondo o il proprio paese scendere troppo facilmente a compromessi, sebbene sia lecito pensare che all’epoca della scrittura delle canzoni, le parole Brexit e Trump fossero percepite come passeggere in un momento storico vagamente incerto.
Musicalmente il trio fa il meglio di ciò che sa fare da sempre, senza scapicollarsi in ricerche o avanguardie, crogiolandosi in un linguaggio ben collaudato e implacabilmente autografo. Chi ha pensato che Spirit potesse essere un disco di ripartenza, forse s’è già ricreduto. Quello che maggiormente viene espresso in questi 12 brani è più che altro il quadro della situazione odierna, una specie di compito ben fatto che illustra in maniera eloquente quanto i Depeche Mode siano una “formazione storica” che non ha motivo di tirare i remi in barca perché ancora perfettamente in grado di stare al passo coi tempi. Un proposito che, a ben guardare, suona brillantemente in linea con le caratteristiche dei fan, tra i pochi nel mondo a restare fedeli in maniera direttamente proporzionale alla capacità di rinnovarsi arruolando continuamente nuovi adepti.

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