Artista: Eugenio Finardi
Etichetta: Cramps
Anno: 1976

Negli anni 70 forse era più facile scrivere canzoni impegnate. Era il periodo in cui perfino a Sanremo si andava con canzoni “di protesta”. Niente di strano, dunque, che ce ne fosse anche qualcuna nella Hit Parade.
Più strano, a quell’epoca, era immaginare che alcune di esse ambissero a diventare dei classici veri e propri della nostra canzone leggera. Erano così strettamente attuali che il pensiero di tramandarle alle generazioni future non sfiorava nessuno.
Eppure alcune ce l’hanno fatta e sono, oggi, una fotografia nitidissima di quegli anni oltre che un bagaglio fondamentale nella storia della nostra musica pop.
E nella ricerca di un esempio chiaro e preciso, sicuramente il primo titolo che si trova è Musica Ribelle di Eugenio Finardi. Uscì su 45 giri nell’autunno del 1975 e nei primi mesi del 1976 era già tra i dischi più venduti dell’anno. Complice sicuramente la facciata B, La Radio (nata come Jingle per Radio Popolare), che in quegli anni, dato il proliferare delle radio libere in tutta Italia che ovviamente ne condividevano il messaggio, riuscì a diventare il primo ufficiale radio hit del nostro paese.
L’album Sugo che conteneva entrambi i pezzi, riuscì così a godere di quel successo diventando un instant classic formidabile. La band di supporto era di tutto rispetto. Gente affiliata alla Cramps di Gianni Sassi (l’etichetta per cui il disco uscì) con buona parte degli area (Fariselli alle tastiere, Tavolazzi al basso e Tofani alla chitarra) e gli amici della band giovanile Il Pacco, Alberto Camerini (chitarra) e Walter Calloni (batteria).
Con una formazione come questa, per giunta nella metà degli anni 70, era piuttosto inevitabile far suonare il disco in maniera che richiamasse al prog-jazz-rock tipico di certe formazioni di allora. Quasar né è un esempio formidabile che addirittura si concede il lusso di non avere un testo, come a ribadire che nonostante il periodo particolarmente verboso Finardi si sentiva prima di tutto un musicista.
Il brano Soldi, invece, il testo ce l’ha ma si tratta di un unico verso fatto di pochissime parole all’apparenza aliene al titolo della canzone che all’epoca fece interrogare molti di noi:

Mi piace mangiare, ridere e bere
Prender dalla vita quello che ha da dare
E se mi piace fumare non c’è niente di male
Stare per un poco ad osservare.

finardi_mePer Eugenio Finardi, questo non era l’esordio. Aveva inciso già un 45giri in inglese per la NumeroUno di Battisti e Mogol (Hard Rock Honey/Spasey Stacey) ed anche un primo album per la Cramps (Non gettate alcun oggetto dal finestrino, 1975) prodotto dall’amico Alberto Camerini.
Sugo però è unanimemente riconosciuto come il disco che ne consacra le qualità artistiche e il potenziale commerciale. Ancora oggi la tracklist dell’album è ampiamente inclusa nelle scalette dei concerti del cantautore. Musica Ribelle rimarrà per sempre un simbolo di un anno importantissimo ma difficile. Se nel resto del mondo si era accesa la miccia di una rivoluzione giovanile tra le più sconvolgenti del secolo scorso, l’Italia non aveva ancora estremizzato l’esterofilia degli anni seguenti e le cose che succedevano nel nostro paese erano viste e trattate in un modo molto autoctono oltreché (ahimè) alimento imprescindibile per la canzone impegnata. Tra Austerity, Brigate Rosse, scandalo Lockhead e terremoto nel Friuli, il 1976 fu un anno davvero indimenticabile nel quale all’improvviso ed inevitabilmente la cara radio, oltre ai cantanti con le facce da bambino e i cuori infranti, cominciò a liberare una… musica ribelle che ti vibra nelle ossa, che ti entra nella pelle, che ti dice di uscire, che ti urla di cambiare, di mollare le menate, e di metterti a lottare

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