we_fog_bandEtichetta: Autoproduzione
Tracce: 7 – Durata: 15:10
Genere: Post Rock
Sito: Facebook 
Voto: 7/10

Il Post Rock proposto dal trio veronese We Fog nell’esordio discografico Float è piuttosto classico nelle sonorità ma certamente curioso e anomalo nelle strutture. Se le band di riferimento (a me per esempio vengono in mente Karate e Do Make Say Think) sono sempre piuttosto percepibili, i Nostri riescono nel difficile e lodevole compito di condensare sonorità, tecniche e sviluppi del genere dentro a brani da due minuti (quattro pezzi su sette nemmeno li raggiungono, in verità) ottenendo un effetto altrettanto efficace, condensando umori e timbriche diventate classiche dentro una formula ed una forma che, in quest’ambito, risulta decisamente innovativa.
Prediligendo l’aspetto strumentale, i pezzi di Float spesso sono privi di testo, la voce, quando appare, è mascherata da un filtro (Welcome) e comunque sempre vagamente adibita a contorno (Warm Bed), gli arrangiamenti appaiono curatissimi, non solo per la strabiliante capacità di sintesi ma anche per le sfumature cromatiche che, da un trio, non è scontato aspettarsi. In questo senso il banco di regia offerto a Sergio Carlini (Three Second Kiss) è da considerare come la ciliegina sulla torta di un progetto che ha tutte le carte in regola per lasciare un piccolo segno nell’ambiente dell’indie italiano.

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