Etichetta: Autoproduzione
Tracce: 8 – Durata: 30:32
Genere: Pop Rock
Sito: Facebook 
Voto: 6/10

Secondo le dichiarazioni di intenti, A Storm From a Butterfly è stato generato da una riflessione sull’effetto secondo cui il battito d’ali d’una farfalla possa generare un uragano dall’altra parte del mondo.
Il disco d’esordio dei giovani milanesi Spleeners estende cotanta Teoria del Caos al proprio genere musicale appoggiandolo su cordate parallele di guitar pop in stile Woodentops (Second Circle), con aggiunta di soft grunge tipo Pearl Jam (A Blues to Belong), jingle jangle smarcato da The Smiths a metà anni ’80 (Burn up The Flag) e un raffinato gusto per la ballata pop da Hit Parade (Final Season).

Le canzoni sono tutte molto piacevoli e orecchiabili, belle le esecuzioni e molto curata la produzione al servizio di un ascolto scorrevolissimo. Anche i testi sono graziosi: si sviluppano attorno a situazioni pescate dall’autobiografia, convincendoci vieppiù dell’impossibilità di estendere le intenzioni “intellettuali” dichiarate dal titolo alla parte letteraria che si appella, al contrario, ad una quotidianità piuttosto intima e, in quanto tale, incapace di scatenare uragani in giro per il mondo.
La scelta della lingua inglese, sia dei testi che delle note di copertina, lascia immaginare che Spleeners abbiano (o ambiscano a) qualche contatto all’estero su cui contare. L’ottima pronuncia, abbinata alla peculiare timbrica vocale di Vincenzo Firrera, effettivamente conferisce alla band un potenziale sufficiente per un tentativo fuori dei confini nazionali ma, se ciò non dovesse avvenire, sono certo che i nostri eroi sapranno comunicare efficacemente anche in italiano senza nemmeno doversi aggrappare a teorie o proclami. In effetti Spleeners hanno capacità musicali che bastano e avanzano per esprimersi al meglio nel formidabile ambito dell’intrattenimento. Tutto il resto, è in regalo e… senza nemmeno sovrapprezzo.

spleeners_band

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