The Afghan WhigsEtichetta: Sub Pop
Tracce: 10 – Durata: 36:15
Genere: Pop Rock
Sito: theafghanwhigs.com
Voto: 9/10

Greg Dulli ha un talento smisurato e The Afghan Whigs sono il suo personale ritorno a casa, il cantuccio confortevole in cui correre a ripararsi e riposarsi nei momenti di sconforto o di fatica. Suppongo sia questa la principale ragione per la quale li ha rimessi in pista nel 2012.
In Spades, il nuovo disco (l’ottavo della band, il secondo dopo la reunion), è un esempio brillantissimo di compostezza, scritto interamente da Dulli e realizzato con la complicità inestimabile di una band in stato di grazia e di una coppia di produttori come Christopher Thorn e Mike Napolitano in grado di mettere il lavoro nella giusta direzione, tra atmosfere oscure e ganci melodici che ti si attaccano al cuore con la stessa facilità dei classici intramontabili. 
The Afghan WhigsSi tratta di un album compatto, sia pure nella varietà della sua offerta, che contrappone certe atmosfere “spettrali” (per darvi un’idea: Black Heart Procession) ad aperture armoniche di ampio respiro coordinate dal consueto perfezionismo che, abbinato alla maturità, diventa finalmente una caratteristica benefica e costruttiva.
La costruzione dell’album, la sequenza dei brani e ogni minimo aspetto tecnico appare studiato nei minimi dettagli pur tuttavia senza lasciar trasparire nemmeno un angolo di quel “tavolino” che ha probabilmente molto a che fare con la genesi dell’album. Perché Greg Dulli e gli Afghan Whigs sono dei grandissimi professionisti ma sono anche fondamentalmente una grandissima rock band che sa quali siano i linguaggi e gli stratagemmi per esserlo ai massimi livelli. Sul palco, soprattutto, ma anche sui nostri giradischi sui quali questo disco potrebbe stazionare a lungo.

The Afghan Whigs saranno in concerto per l’unica data italiana, il 3 giugno a Bologna (Zona Roveri) con un opening di tutto rispetto come Ed Harcourt.
Due ordini di biglietto, QUI.

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