can_3lpEtichetta: Spoon
Tracce: 23 – Durata: 80:12
Genere: Kraut Rock
Sito: www.spoonrecords.com/ 
Voto: 7/10

Non nuova a operazioni antologiche, la band di Irmin Schmidt e Holger Czukay questa volta ha raggruppato in un unico CD (o tre LP) tutti i titoli che i Can hanno pubblicato su 45 giri.
Su The Singles, dunque, appaiono versioni ristrette di gemme come HalleluwahFuture DaysVernal Equinox, “ritoccate” per consentire la loro uscita nei limitati ranghi del disco a 7 pollici. Una pratica piuttosto comune negli anni in cui il disco in vinile era il supporto fonografico principale e che appare sicuramente bislacca a chi abbia sempre goduto della musica in formato digitale, senza le limitazioni di timing imposte dai supporti analogici.

Sicchè, sebbene a quei tempi le versioni “edit” fossero un po’ snobbate dagli appassionati che le consideravano un prodotto di serie B, oggi sembra giunto il momento di rivalutarle, non fosse altro per la possibilità di comprenderne ancor di più le potenzialità pionieristiche. A parlare di cult band citando i Can si corre il rischio di sottostimarli; la loro creatività è qualcosa che supera qualsiasi confine, sia di genere che di tempo e la prova sono i continui attestati di stima e di rispetto che provengono in particolare dal mondo della musica. Musicisti, registi, autori e artisti in generale hanno molto spesso nominato i Can tra le band di loro principale ispirazione e brani come Vitamin C o Dizzy Dizzy sono stati sicuramente influenti nella creatività di molte star arrivate più tardi, dai Joy Division ai Radiohead, dagli UNKLE a Kanye West.

Se una antologia come questa può apparire bizzarra, riesce comunque a rendere in maniera eloquente la formidabile cifra artistica dei Can e spiega in maniera sintetica e “leggera” perché nel 2017 il loro nome sia ancora uno dei più citati in materia di innovazione e creatività musicale.
Le invenzioni “etniche”, la scoperta dell’elettronica e la magnifica necessità di sbalordire, unite a una preparazione accademica tutt’altro che irrilevante, pongono i Can in un mondo a parte dove date, generi e continenti vengono annullati in favore di un universo senza paragoni dove perfino condensare i 20 minuti di Halleluwah in poco più di tre minuti e mezzo diventa un’azione artistica di inestimabile qualità.

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