lapalux_ruinism2Etichetta: Brainfeeder
Tracce: 12 – Durata: 47:18
Genere: Elettronica
Sito: www.lapalux.com 
Voto: 7/10

Stuart Howard, con la solita cadenza biennale, licenzia il terzo album firmato Lapalux e con esso affronta una sorta di inevitabile salto professionale verso un’elettronica più matura, forse meno dedita al sensazionalismo, ma più consapevole dell’aspetto musicale e compositivo.
Ruinism è un concept album che cerca l’eterno significato della vita (e della morte come sua logica conseguenza) restando sulla soglia del conscio e della percezione come se l’aspetto onirico e subliminale ne contenesse l’ermeneutica.
La musica di Lapalux si assesta su strutture meno inclini ai modelli “black”, a loop e ritmi tipici dell’hip-hop per affrontare una scrittura maggiormente ascrivibile alla musica contemporanea nella saggia decisione di inaugurare una fase di carriera più equilibrata e matura.
Ciò non spaventi chi cerca le trame melodiche tipiche della musica di Howard perché l’album rimane in definitiva molto “autoriale”, segnando il territorio in maniera piuttosto marcata. C’è, come si diceva, una maggiore consapevolezza nella stesura dei pentagrammi e in qualche occasione è lecito pensare che Lapalux abbia immaginato di affidare le strutture a una vera orchestra, usando l’elettronica come forma alternativa e, in questo senso, molto affascinante (Data Demon).

Qualche caduta di tono si avverte nei brani con le ambizioni apparentemente più “alte” nella scelta di affidare le parti vocali all’islandese JFDR che inizia richiamando istintivamente il modello islandese per eccellenza (Björk) e finisce per evocare più che altro Enya e Moya Brennan (Falling Down). Migliori, e comunque più in parte, gli interventi canori di Louisaaah (Rotten Arp), Gabi (Data Demon) e Talvi (4EVA).
In generale Ruinism sembra un disco di passaggio, il modo di Lapalux per fare vetrina e mettere in evidenza la sua cognizione musicale prima ancora delle sue conoscenze tecniche sulla sintesi sonora. Un passaggio fondamentale e ben architettato che gli aprirà sicuramente molte porte.

State pensando alla copertina? Sì, avete ragione: si poteva fare meglio. 🙂

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