thematchlogoEtichetta: Autoproduzione
Tracce: 5 – Durata: 18:21
Genere: House, Dance, Pop
Sito: Facebook 
Voto: 8/10

Con il trio che in copertina appare in versione Rebecca Allen, vengono subito in mente i Kraftwerk sebbene nello svolgimento del tema, The Match divaghino verso altre forme di pop elettronico.
D’altronde, se c’è qualcuno a cui attribuire la paternità di buona parte dell’electro-pop attuale, sicuramente bisogna tirare in ballo la band di Düsseldorf e, in quest’ottica, l’omaggio grafico sul frontespizio (opera di Lucia Mascaro) appare quanto mai sensato.

Per il resto i torinesi si prodigano in sviluppi sonori pluridirezionali che anziché disorientare danno vita a un microcosmo di coerenza stilistica.
Oltre a quello suggerito dalla grafica, The Match hanno anche un secondo manifesto di intenti nel rifacimento di Pump up The Jam dei Technotronic che tradisce passioni da dancefloor tra electro-pop, minimal techno, italo-disco e chicago-house.

In sostanza, sebbene le sonorità siano quanto di più “figoso” e moderno si possa immaginare, il progetto The Match è decisamente derivativo, si appella a strutture rock-oriented (penso agli Electronic di Marr/Albrecht ma anche Lcd Soundsystem), e tradisce anche un amore filologico per il Moroder elettronico, per la dance tamarra dei Dee-Lite e per la scrittura raffinata dei Pet Shop Boys.
Nonostante tutti questi riferimenti, l’EP appare irresistibile proprio per la sua intenzione manifestamente ludica e dai propositi squisitamente ricreativi. Anche gli pseudonimi che i ragazzi utilizzano (Anton Wave, White Rabbit e Alex Mancino) hanno un ché di desueto, come un vezzo d’altri tempi che ben si associa al genere offerto.
Collaboratori illustri come Tozzo Montanarella (Linea 77) e Cato Senatore (Giuliano Palma, Africa Unite…) fungono da ciliegine su una torta già di suo piuttosto golosa.
Suonare ad alto volume.

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