lorde_melodrama2Etichetta: Republic
Tracce: 11 – Durata: 40:58
Genere: Pop
Sito: lorde.co.nz 
Voto: 7/10

Ella Marija Lani Yelich-O’Connor, in arte Lorde, s’è presa il suo tempo, conscia del fatto che tornare in scena con un disco anche solo marginalmente meno accattivante del suo predecessore (Pure Heroine, 2013) sarebbe stato rischioso.
Di fatto succede proprio che Melodrama non si eleva particolarmente dalla (ottima) media impostata dal disco precedente ma, ripercorrendone certe soluzioni e aiutandosi con l’hype procurato dall’attesa, genera un lavoro che non mancherà di ripeterne i fasti.

D’altronde perfino David Bowie aveva riconosciuto le qualità di Lorde; e la sua Royals è una di quelle canzoni destinate a rimanere scolpite nella pietra come esempio perfetto del pop mainstream di questi tempi. Decine e decine di colleghi si sono voluti misurare con una propria versione di quella canzone, dimostrando in ogni occasione la superiorità dell’originale.
Ora con questo nuovo disco, la giovane autrice e interprete dimostra di aver passato cinque anni ad ascoltare e a studiare: la sua scrittura si è sensibilmente perfezionata ed è decisamente in grado di stabilire una linea e uno stile che la rende immediatamente riconoscibile in un marasma di prodotti troppo mediamente interscambiabili.

Senza sottrarsi alle tappe imposte a chi conquista enorme popolarità in modo rapido, Lorde s’è concessa il lusso di creare una sua linea di make-up ma anche di esporsi in prima persona per incoraggiare i giovani del suo paese (Nuova Zelanda) ad andare a votare alle Elezioni parlamentari del 2014, sebbene lei stessa all’epoca non avesse ancora l’età per recarsi ai seggi. Insomma, un personaggino che non lascia nulla al caso e che è riuscita a compiere il piccolo miracolo di un secondo album in grado di convincere una fetta molto estesa di pubblico e perfino di convertire alle sue canzoni anche chi s’era dimostrato scettico sulle sue capacità.
Melodrama, difatti, è un disco maturo e ben congegnato che punta a scrivere una piccola pagina nel mondo della canzone e per il quale deve essere inevitabilmente citato anche Jack Antonoff (ex punk rocker, blogger per The Huffington Post e chitarrista dei Fun) che ha contribuito massicciamente alla realizzazione del disco sia nella fase di scrittura che in quella di esecuzione e produzione e al quale va riconosciuto un contributo fondamentale nella sua realizzazione.
La padrona di casa, da par suo, sembra avere già le idee chiarissime sui passi da fare per entrare nella storia della musica popolare dalla porta principale, lasciando a noi la convinzione che i suoi prossimi passi sapranno ulteriormente stupirci.

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