columbia_recordsLe splendide copertine dei vecchi dischi in vinile, spesso portate ad esempio per dimostrare la superiorità dei formati analogici rispetto a quelli moderni e digitali, non nascono contemporaneamente all’invenzione del disco. Questi, in effetti, all’inizio venivano venduti in buste generiche, alcune personalizzate dai logo delle case discografiche, utili unicamente a proteggerli dalla polvere. L’idea di provvedere a illustrazioni personalizzate a seconda del titolo inciso, così come veniva fatto per i libri, venne a un giovane graphic designer di nome Alex Steinweiss che, dopo aver fatto gavetta al servizio del grandissimo Joseph Binder, venne assunto dalla Columbia Records per dirigere il settore marketing dove, con qualche difficoltà, riuscì a convincere i dirigenti a lasciargli realizzare qualche copertina illustrata.
cover_roger_hartLa prima nacque per una raccolta di brani di Rodgers & Hart intitolata Smash Song Hits by Rodgers & Hart che conteneva quattro dischi a 78 giri per un totale di sedici brani, due per ogni facciata e che divenne l’ignaro capostipite di una lunga storia di grafica legata all’industria musicale.

Alex all’epoca aveva 23 anni e durante la Seconda Guerra Mondiale, lasciò la Columbia Records per lavorare alla realizzazione di materiale didattico e informativo presso il Centro di Formazione e Sviluppo della Marina di New York. Subito dopo la guerra ritornò cover_boogiealla casa discografica in veste di freelance convinto dal presidente Ted Wallerstein a progettare un involucro per quella che, in pochi mesi, sarebbe diventata la più grande rivoluzione nella storia della musica registrata: il disco “Long Playing” in vinile. Fu proprio per l’esigenza di proteggere questo nuovo ritrovato della tecnica che divenne necessaria una confezione che proteggesse i solchi dai graffi inferti dalle buste in cartone pesante usate fino a quel momento per i 78 giri. Sebbene il contratto che stipulò con la casa discografica non gli abbia mai consentito di depositare a suo nome il brevetto originale (il quale oggi è proprietà della Sony, attuale responsabile del marchio Columbia) è Steinweiss l’autore del progetto di quello che, con qualche modifica, è ancora oggi lo standard nella confezione dei dischi in vinile. Con l’innovazione portata dal nuovo packaging, l’industria discografica cambiò ufficialmente linea commerciale e ogni disco pubblicato veniva corredato da una illustrazione personalizzata.
cover_beethoven_eroicaNon fu tutto facile: inizialmente l’azienda si spaventò perché i costi di produzione di un disco venivano alzati moltissimo ma dovettero ricredersi quando si accorsero che una riedizione della Terza Sinfonia di Ludwig van Beethoven messa in vendita con la copertina grafica, segnò un incremento delle vendite del 900%. 

Alex Steinweiss lavorò fino più o meno la metà degli anni 70 realizzando migliaia di copertine dalla grafica molto peculiare e che in qualche caso hanno ispirato anche suoi emuli più giovani come Storm Thorgerson che ha dichiarato spesso di essersi ispirato alla copertina della Sonata n.5 per pianoforte di Beethoven per realizzare l’iconica grafica di The Dark Side of The Moon dei Pink Floyd.

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