qotsa_villains_desig2Etichetta: Matador
Tracce: 9 – Durata: 48:08
Genere: Pop Rock
Sito: www.qotsa.com
Voto: 8/10

Nei tempi più duri per il rock che la storia del rock ricordi, per resistere come rockband servono qualità e stratagemmi. Le prime sono necessarie per non apparire ridicoli, i secondi per applicare alla propria musica gli elementi necessari a ringiovanire i connotati del rock in modo credibile.
Queens of The Stone Age ci sono fondamentalmente riusciti realizzando un disco di qualità altissima con stratagemmi di formidabile efficacia il cui più rimarchevole è, senza alcun dubbio, il passo indietro del Joshua Homme produttore in favore di Mark Ronson.
Villains, dunque è un disco Pop suonato da una grandiosa rockband che non rinuncia a un grammo della sua carica elettrica e che infarcisce gli inni tipici della band di ritornelli accattivanti e pure di un certo sex-appeal che non guasta.
Del rock rimangono certe attitudini compositive, con le canzoni che non rinunciano a strutture complesse, a progressioni circolari ed enfatiche e nemmeno a durate sempre piuttosto consistenti (5/6 minuti in generale con un solo brano sotto i 4 minuti).
Le frequentazioni con Arctic Monkeys hanno avuto sicuramente un certo ascendente nella riuscita di un disco dall’aspetto molto british ma anche il lavoro fatto con Iggy Pop lo scorso anno non è stato certo ininfluente per contrapporgli il sapore più classicamente ruvido che aggiusta l’asticella dei VU Meter sempre attorno alla zona rossa.

Fare confronti con il passato di Homme e dei QOTSA in generale non solo non ha senso ma apparirebbe come una mancanza di rispetto nei confronti di un disco che cerca di portare la band nel futuro. Ritrovare in questo album Rated R, Songs for the Deaf o le “Desert Sessions”, seppure avesse trovato i consensi di qualche vecchio fan, sarebbe stato patetico e imbarazzante e avrebbe rappresentato la triste evidenza di un calo di creatività.
Homme e Ronson, invece, puntano al mantenimento di Queens of The Stone Age nella lista di quelle band che hanno voce in capitolo anche nell’attuale scena musicale, ponendosi con canzoni da suonare a volume alto ed ottenute dalla prestigiosa capacità del produttore di asciugare le sfrenatezze del musicista. Nessun capolavoro è mai stato scritto di proposito. I più grandi scrivono canzoni e la loro sorte è in mano a noi. In Villains ci sono nove bellissime canzoni pop rock che forse non sono ascrivibili tra i capolavori ma che sicuramente ravviveranno e allieteranno il nostro autunno. A me, francamente, non sembra poco. 

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