rat_boy2Etichetta: Parlophone
Tracce: 25 – Durata: 58:50
Genere: Pop Rock
Sito: ratboy.co.uk 
Voto: 8/10

Jordan Cardy è un giovane, anzi giovanissimo (nato il 21 Febbraio 1996, i conti fateli da soli) musicista dell’Essex che, a giudicare da quanto si percepisce dal disco d’esordio, pubblicato sotto le mentite spoglie di Rat Boy, deve aver ascoltato un sacco di vecchi dischi, probabilmente trovati sugli scaffali di mamma e papà. Lo si capisce perché in 25 tracce, Scum scandaglia praticamente tutto lo scibile della musica pop passata dai trend inglesi degli ultimi 40 anni. Da sola, questa definizione basta a illustrare l’album che, di fatto, sembra la selezione di un DJ per un party indie-rock: ci sono gli Oasis più beatlesiani (I’ll be Waiting), i Beastie Boys (Move), i Buzzcocks (Fake ID), gli Happy Mondays (Get Over It), The Clash (Scum) i Mano Negra (Revolution), The Streets (Sign On) e… chi più ne ha più ne metta. 
Il giovane Cardy ha dimostrato di essere a capo di una band particolarmente credibile che nel giro di pochi mesi s’è guadagnata il rispetto di molti colleghi anziani (Graham Coxon e Damon Albarn dei BlurNick Hodgson dei Kaiser Chiefs contribuiscono a qualche traccia) ed anche della discografia maggiore che gli ha offerto un contratto nientemeno che con la Parlophone.

Fresco e trasversale, nella sua combinazione di rock e hip hop in grado di accontentare i suoi coetanei e di incuriosire le generazioni precedenti, Scum è un disco che farà parlare molto di sé e che sicuramente verrà saccheggiato dai DJ più fighi per i party di fine anno.

Il talento è indubbio e la capacità di assorbire dalle scuole illustri del passato sembra fuori discussione. Ora si tratta di trovare la maniera migliore per maturare quella cifra personale che ancora sembra sotto traccia. Fatto quello, coi presupposti espressi in questo esordio, è probabile che per il futuro non ce ne sarà più per nessuno.

 

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