ariel_pink_dtbj_lp2Etichetta: Mexican Summer
Tracce: 13 – Durata: 49:49
Genere: Indie Pop
Sito: ariel-pink.com 
Voto: 7/10

Dato che il nuovo disco di Ariel Pink si intitola Dedicated to Bobby Jameson, faccio un breve bignami della biografia di quest’ultimo a vantaggio chi non l’ha mai nemmeno sentito nominare.
Bobby Jameson è un personaggio per il quale perfino la definizione di outsider sembra limitante. Scoperto da Andrew Loog Oldham negli anni ’60 entrò subito in scena dalla porta principale, iniziando la carriera come supporter di The Beach Boys e Chubby Checker e poi collaborando con musicisti del calibro di Keith Richards, Robert Plant e Frank Zappa. Solo pochi anni dopo, al culmine di un certo successo discografico, Jameson fu fagocitato da una sovraesposizione mediatica che non riuscì a gestire e che lo condusse a una serie di problemi personali in grado di allontanarlo in maniera repentina dalle scene. Quando nel 2003 venne ristampato in CD il suo primo album Songs of Protest and Anti-Protest (pubblicato con lo pseudonimo Chris Lucey) si riaccese un certo interesse su di lui sebbene molti giornalisti ne parlassero come fosse già morto quando invece era vivo e vegeto, aveva risolto i suoi problemi con alcol e droga, abitava con l’anziana madre e, come emerse da una indagine svolta dal musicologo e giornalista Steve Stanley, stava cercando di riappropriarsi dei diritti editoriali delle sue canzoni ripubblicate senza la sua approvazione. Nel 2007 aprì un blog e cominciò a raccontare episodi della sua vita e continuando la sua battaglia per ricevere ciò che gli spettava. Jameson morì il 12 maggio 2015 all’età di 70 anni per un infarto prima di riuscire ad ottenere la giusta ricompensa economica.
L’unica cosa che accomuna Jameson con Ariel “Marcus Rosenberg” Pink è una certa estraneità al mondo cosiddetto mainstream, da entrambi frequentato con un approccio molto distaccato, e deve essere stato proprio questo a convincere il musicista di Los Angeles a scegliere di dedicare il suo nuovo disco proprio a Jameson sebbene, lo diciamo per evitare confusione, non vi siano molti appigli o similitudini musicali tra i repertori dei due.

Dedicated to Babby Jameson è in effetti un album in pieno stile Rosenberg, denso di citazioni pescate da ambienti spesso lontani tra loro tra cui una specie di parafrasi di Light my Fire di The Doors (Dedicated to Bobby Jameson), una canzone che condivide titolo e atmosfera con un one-shot hit anni ’80 di tali Fiction Factory (Feels Like Heaven) in un raffinato melange tra Ramones, Neil Diamond, David Bowie e The Beach Boys come stupendamente sintetizzato in Bubblegum Dream.
Un disco gradevole, senza eccessi né  mancanze, creato per gli amanti della citazione e delle derivazioni in generale che Ariel Pink realizza con la sua solita cifra, sempre in bilico tra le ambizioni da rockstar e la necessità imprescindibile di restare un idolo indie.

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